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Continuano ancora le reazioni politiche sui disagi all’ospedale ma senza soluzioni concrete per uscirne

Piccioni propone al sindaco di incontrare i consiglieri, ma poco può fare il Comune sul dissesto dell'Asp

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    In via Perugini continua la carenza di personale che attanaglia sia il Comune (oggi pubblicati altri 4 pensionamenti che avranno esito da giugno in poi) che l’ospedale di Lamezia Terme, e il coro di prefiche aumenta di numero ma senza atteggiamenti pragmatici per affrontare le necessità se non un incrocio di comunicati stampa.
    «L’annuncio della sospensione delle attività ambulatoriali del reparto di ginecologia, atto gravissimo, è la punta dell’iceberg di un processo che in questi anni ha letteralmente “massacrato” il nostro ospedale, depauperandolo di servizi e strutture essenziali per garantire ai cittadini il diritto alla salute», lamenta Rosario Piccioni, consigliere comunale di Lamezia bene comune. «di fronte a questa situazione emergenziale, la massima assemblea democratica cittadina non può certamente stare a guardare e deve intervenire. In un’ottica costruttiva rivolgo un appello al presidente del consiglio comunale Pino Zaffina a convocare urgentemente la commissione consiliare competente  per discutere insieme delle possibili vie da intraprendere per  superare una situazione non più accettabile per i cittadini lametini. Visto che ancora non si sono costituite formalmente le commissioni consiliari, in caso di difficoltà tecniche sia direttamente il sindaco a convocare tutti noi consiglieri per decidere insieme, come istituzione, le scelte da compiere e  le interlocuzioni istituzionali da avviare per dare risposte adeguate ai cittadini lametini, ai medici e agli operatori del nostro ospedale».
    Il Comune rimane sempre senza competenze nel ramo, che sarebbe della Regione, ma da anni il settore è commissariato. In più l’Asp di Catanzaro non solo è commissariata per infiltrazioni mafiose, ma è anche in dissesto da mese scorso, il che comporta con sé il blocco delle assunzioni, aspetto che la politica cittadina nei vari interventi troppo spesso dimentica nelle analisi.
    Piccioni ricorda i vari reparti e servizi non più esistenti nel Giovanni Paolo II, come i disagi legati alla penuria di strumentazione e personale, lamentando che «l’ospedale di Lamezia non può continuare ad essere “passerella” o servire solo ad “annunci spot” come purtroppo è stato per troppi anni da parte della politica regionale. E oggi le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e a pagarle sono i cittadini».
    Gi.Ga.

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