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Rifondazione Comunista ribadisce che l’ospedale lametino non sia adeguato all’emergenza Covid 19

Si chiama la discesa in campo dei sindaci e si critica l'amministrazione Santelli

Anche la sezione lametina del Partito della Rifondazione Comunista constata che l’ospedale lametino non sia adeguato ad un eventuale situazione di emergenza Covid 19, riepilogando che «ieri l’associazione Senza Nodi ha denunciato, tra l’altro, che nel nostro Pronto Soccorso si è dovuti ricorrere a del semplice domopak e a del nastro adesivo per proteggersi da un sospetto positivo al virus. Nel mezzo di questi accadimenti abbiamo appreso di Unità Operative chiuse e sanificate d’urgenza, di personale lasciato colpevolmente senza i Dpi (dispositivi di protezione personale), di persone, sottoposte al tampone, costrette ad attendere in macchina il risultato delle analisi e pare, inoltre, che alcune sere fa si sono dovuti addirittura sospendere i ricoveri in Pneumologia».

Si reputa che «siamo in presenza di un’emergenza nell’emergenza fatta di improvvisazioni, di cattiva gestione, di totale assenza di pianificazione e di attenzione alla sicurezza. Un quadro allarmante che richiederebbe l’intervento della magistratura. Una situazione che rischiano di pagare molto caro gli operatori sanitari in prima linea, ad iniziare da quelli impegnati nel pronto soccorso e, con loro, i familiari e a catena, l’intera popolazione. Un contesto gravissimo del quale non si è tenuto minimamente conto, tanto, da pensare di potere trasferire a Lamezia i poveri ospiti dellla RSA di Chiaravalle».

Si amplia poi la considerazione al contesto nazionale, parlando di «una condizione inaccettabile che può riproporre, se non vi si pone rimedio immediatamente, gli errori e le omissioni avvenute in Lombardia, dove, è bene ricordarlo sono ad oggi 4183 gli operatori sanitari (medici, infermieri, Oss) contagiatisi nel corso del loro lavoro».

Si punta il dito contro l’amministrazione Santelli reputando che «i lavoratori dell’ospedale e con loro i ricoverati e l’intero comprensorio lametino hanno il diritto di potere usufruire di un presidio ospedaliero che rispetti tutti i parametri di sicurezza dettati dalle norme vigenti, dal buon senso e, soprattutto, dalla grave emergenza alla quale siamo sottoposti», si chiamano in campo i sindaci del lametino ma anche in questo caso nessun accenno all’Asp di Catanzaro o al commissario Cotticelli, né alle denunce pubbliche di macchinari non arrivati (se non quelli donati da privati) senza i quali non si possono attivare i posti letto in più, o di dpi non adeguati inviati dalla protezione civile nazionale.