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Criticando l’operato sindacale altrui la Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità chiede chiarimenti all’Asp di Catanzaro

Irene Torchia, segretario provinciale, elenca una serie di vicende non risolte nell'attuale accordo tra le parti

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Critica della ragion pura sindacale da parte di Irene Torchia, segretaria provinciale della Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità, che chiede alla terna commissariale che guida l’Asp di Catanzaro un incontro.

La Torchia lamenta a livello sindacale «un dualismo più accentuato che altrove, fra protetti dal sindacato nella cittadella del lavoro regolare ed esclusi da una parte politica non più comprensibile dalla maggior parte dei lavoratori. I sindacati nella nostra ASP e in Calabria in futuro dovrebbero scegliere se si intende rimanere un sindacato degli insiders, con qualche spazio e qualche riconoscimento pubblico in meno e qualche iscritto in più rispetto al passato. Ancor più importante, ma anche più difficile, è l’obiettivo ambizioso di trasformarsi nello strumento di cui i lavoratori dispongono e rimanendo nel sempre nel loro ruolo e continuando a fare proselitismo sindacale nel luogo di lavoro senza avere ricatti sciocchi non sapendo distinguere la differenza tra Dirigente sindacale, Dirigente Amministrativo , Dirigente Sanitario o Dirigente Medico che hanno un ruolo e contratto di lavoro diverso».

Pertanto la critica ai sindacati confederali perché «sarebbero concertativi, dunque non combattivi, separano i rappresentanti dai rappresentati sopravvalutando il ruolo dei primi e sottovalutando quello dei secondi, cioè di chi dovrebbe essere combattivo, secondo una certa concezione per cui i sindacati confederali frenerebbero la forza dirompente e la capacità di lotta degli autonomi».

La Fials chiede alla terna di «non fare perdere la propria titolarità di contrattazione decentrata in quanto firmatari di Ccnl e di aprire un tavolo di confronto e di contrattazione costruttiva con la Parte Pubblica già deliberata, che ha appunto creato i vari ritardi nei pagamenti, con conseguenti contenziosi legali, i mancati pagamenti dello straordinario, delle prestazioni aggiuntive, delle indennità contrattuali effettuate negli anni passati, delle pronte disponibilità previsti dal Ccnl e dal Cia (Contratto Integrativo Aziendale), avvisi di funzioni professionali con incarichi organizzativi e di coordinamento mai definiti dall’Ufficio Risorse Umane, di proroga dei contratti a tempo determinato in scadenza il 30/4/2020, la grave carenza di personale, con avvisi di infermieri e OSS in reclutamento per emergenza covid19 in stand-by ma ancora ad oggi non in servizio presso la nostra Azienda, mancata distribuzione dei buoni pasti del 2019/2020, mancato reclutamento del personale sanitario in sostituzione per grave patologia o per maternità, organizzazione del lavoro, riorganizzazione dell’orario di servizio».

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