Consiglio comunale compatto nel chiedere a Sacal e Regione garanzie per i lavoratori dell’aeroporto lametino

Teoricamente il mandato alla guida della Sacal da parte del presidente De Felice potrebbe essere in scadenza

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Mentre le varie compagnie aeree hanno già posticipato a maggio l’avvio delle proprie rotte estive, con grosse incognite però sulla reale partenza di quanto annunciato per via delle diverse restrizioni tra nazioni ma anche all’interno dello stesso territorio italiano, il consiglio comunale in una nota congiunta si dice «vicino ai lavoratori dell’Aeroporto di Lamezia Terme e alle loro famiglie colpite dalla crisi che ha investito il settore e chiede ai vertici Sacal e alla Presidente Santelli un impegno concreto e immediato per dare una boccata di ossigeno agli operatori dello scalo aeroportuale lametino».

Teoricamente il mandato alla guida della Sacal da parte del presidente De Felice potrebbe essere in scadenza, essendo fissato a breve il termine per approvare il terzo bilancio sotto il suo mandato, ed anche il sindaco di Lamezia Terme non ha emesso alcun atto ufficiale che confermi o cambi il rappresentante del Comune all’interno del Cda, né si ha contezza se esistano relazioni dei vari partecipanti delle società partecipate al vaglio dei consiglieri comunali.

I consiglieri comunali si affidano però ad un prossimo incontro tra le parti «per affrontare la delicata questione», sostenendo che «qualsiasi soluzione adottata dovrà tenere conto dell’interesse dei lavoratori e dovrà essere frutto di una condivisione con i loro rappresentanti. Non possiamo permetterci egoismi. Come sollecitato dalle maggiori organizzazioni sindacali nazionali che hanno interessato i ministeri competenti, chiediamo alla Sacal e alla Regione di adottare misure per garantire prima possibile ai lavoratori la continuità della retribuzione come del resto stanno facendo le maggiori società aeroportuali in Italia, anticipando ai lavoratori il trattamento economico».
Si conclude rimarcando come «aspettare i tempi previsti per l’attivazione della procedura della CIGS significherebbe per lavoratori e famiglie, prevalentemente monoreddito, rimanere senza alcun reddito in una fase complicatissima come quella che stiamo attraversando. Significherebbe aggravare la già difficile situazione economica causata dall’emergenza sanitaria anche nella nostra Regione». Nel frattempo per almeno altre 2 settimane le attività dello scalo lametino son limitate ad un paio di voli al giorno.

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