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Anna Caruso auspica accordi bonari tra locatori e conduttori per la rimodulazione o ridefinizione del canone di locazione

La presidente della VI Commissione -Sviluppo economico e attività Produttive, valuta l'incidenza dell'attuale fase di chiusura sul commercio

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Mentre è ancora viva la polemica tra i vari livelli istituzionali su modi e tempi di riapertura, Anna Caruso, presidente della VI Commissione -Sviluppo economico e attività Produttive, valuta l’incidenza dell’attuale fase di chiusura sul commercio anche da un punto di vista economico.

«Le attività commerciali e artigianali – ritenute non essenziali – restano chiuse perché l’emergenza Coronavirus continua a imperversare ma, per i canoni di locazione il decreto “Cura Italia” attualmente non prevede una esplicita sospensione del pagamento. Una situazione che certamente implica una serie di problematiche anche a quelle attività che potrebbero rimanere aperte ma che chiudono per mancanza di clientela alla luce delle restrizioni vigenti», spiega la Caruso, rimarcando come «quello che è stato previsto dal decreto “Cura Italia” è il solo meccanismo del credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo – tra l’altro- al solo mese di marzo 2020, da utilizzarsi in compensazione e che trova applicazione solo per quegli immobili rientranti nella categoria catastale C/1. È palese come tale misura non sia di sostegno rispetto all’effettiva portata del problema economico e finanziario di tutti quei conduttori -già in crisi da tempo- costretti ad abbassare la saracinesca e oggi chiamati a pagare il canone di locazione per un periodo in cui non vi sono state entrate».

La consigliera comunale auspica «celerità di adozione da parte del Governo, di tutti quegli interventi economici -promessi e necessari- alle imprese per affrontare l’emergenza; tra tutti lo strumento dei contributi a fondo perduto, alla luce del fatto che parte delle perdite subìte dalle imprese non sarà recuperabile. In tale contesto di attesa delle necessarie misure governative, nel caso di ritardi o inadempimenti di pagamento dei canoni di locazione, derivanti dall’attuazione delle misure di contenimento della diffusione del Covid-19, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse, ci si augura che si tenga conto dello stato di emergenza che ha investito l’intera Nazione».

A livello locale si ci appella al «senso di solidarietà dei proprietari degli immobili e che questo si manifesti attraverso opportuni accordi bonari tra locatori e conduttori che tendano alla rimodulazione o ridefinizione del canone di locazione. In questo periodo di crisi una sola è la voce che deve alzarsi in coro: “aiutiamoci”».

Secondo la presidente «sarà premura della VI Commissione stabilire incontri propedeutici al fine di verificare insieme coi rappresentanti di categoria come affrontare la ripartenza e quali misure mettere in atto nel nostro Comune per creare le migliori condizioni per favorire quella che è la vocazione commerciale del nostro territorio; senza tralasciare la sensibilizzazione dei cittadini a rivolgersi alle attività del territorio». Ma su quest’ultimo punto si torna alla premessa iniziale: divergenze tra indicazioni nazionali, regionali e locali, ed anche le attività del consiglio comunale al momento son sostanzialmente ferme per distanziamento sociale.

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