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“Il covid-19 ha messo in evidenza tutte le inadeguatezze e tutte le fragilità della struttura ospedaliera di Lamezia Terme”

Comitati e sigle per la sanità lametine tra udienze in commissione consiliare e strali sulla stampa

Mentre domani e mercoledì la terza commissione consiliare comunale lametina, senza alcun potere decisionale o di delibera in tema sanità, ospiterà Nicolino Panedigrano per il Comitato Salviamo la Sanità Lametina, e Giuseppe Gigliotti per il Comitato Malati Cronici, lo stesso Gigliotti oggi si firma a nome di Italia Nostra insieme a Rosa Bongiovanni per Sanità bene pubblico per parlare ancora dell’ospedale lametino, chiedendo di tornare indietro di 10 anni e non rispettare più l’attuale sistema regionale.

«L’apparire del covid-19 ha messo in evidenza, posto ve ne fosse bisogno, tutte le inadeguatezze e tutte le fragilità della struttura ospedaliera di Lamezia Terme» sostengono le due sigle, «se non avessero intaccato quella che era una realtà funzionante ricca di reparti e di operatività non registreremmo tutti fatti penosi di cui siamo costretti ad interessarci quotidianamente», anche se Lamezia Terme da inizio pandemia ha registrato 10 casi (1 attualmente ancora ricoverato, 3 in isolamento domiciliare, 4 guariti e 2 deceduti) ed ora è il centro per l’Asp per la raccolta del plasma nello studio regionale per verificare l’incidenza del plasma dei soggetti guariti come arma contro il Coronavirus.

Andando oltre l’ambito Covid-19 si chiede di riavere reparti non più presenti poiché il Giovanni Paolo II è da tempo classificato come spoke, citando malattie infettive, microbiologia e virologia, tin, e lamentando che «la regione su disposizione del governo avrebbe dovuto raddoppiare i posti letto di pneumologia e malattie infettive ed aumentare del 50% i posti letti di rianimazione. Niente di tutto questo è stato fatto».

Si contestano così le scelte sui tagli, le liste di attesa e le prenotazioni fuori ospedale, il tutto però senza citare il piano di rientro in atto da rispettare, né il commissariamento dell’Asp di Catanzaro che a dicembre ha dichiarato dissesto. Perché dietro le prestazioni ci sono anche le carenze di personale e le assunzioni limitate al minimo per rispettare i vincoli normativi.