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Massimo Fragola parla ai Rotary club calabresi del ruolo dell’UE nel periodo di crisi

La lectio si è conclusa con un momento di discussione e scambio di idee tra i partecipanti

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La “fase due” dopo il lockdown vede un graduale ritorno alla normalità delle attività sociali e lavorative della comunità nazionale. È questo il momento di riflettere su ciò che è accaduto e su come le istituzioni, nazionali e sovranazionali, si sono poste nell’affrontare una crisi che ha colto impreparati tutti gli strati della società, a partire da chi governa i Paesi.

Proprio la necessità di una tale riflessione è all’origine del webinar il 29 maggio organizzato in Interclub dal Rotary Club Lamezia Terme, Rotary Club Amantea, Rotary Club Catanzaro, Rotary Club Catanzaro Tre Colli, Rotary Club del Reventino, Rotary Club Rogliano Valle del Savuto, Rotary Club Soverato, E-Club Calabria International e Rotaract Club Lamezia Terme sul tema del ruolo dell’Unione europea nel periodo di crisi.

A parlare ai soci è stato Massimo Fragola, già Professore Associato di Diritto dell’Unione europea all’UNICAL nel Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, autore di vari volumi e contributi accademici, ed ora Presidente del SSIP (Seminario Permanente di Studi Internazionali) di Napoli. Introdotto dalla Presidente del Rotary Club Lamezia Terme, Natalia Majello, la quale ha fornito ai soci una panoramica circa le tappe principali che hanno caratterizzato la costruzione dell’edificio europeo, Fragola ha toccato punti tra i più vari, spaziando da nozioni più prettamente accademiche – le istituzioni di cui l’UE è composta secondo quanto previsto dai Trattati, le modalità di voto, il ruolo dei Governi nazionali degli Stati membri, etc. – fino a sviluppare considerazioni sul futuro dell’UE così come oggi la conosciamo. Infatti, secondo Fragola, il sistema sovranazionale non basta più ma si necessita un processo di riforma che possa determinare la concentrazione di poche competenze esclusive, globali, in capo all’UE (politica estera, difesa, protezione civile europea ed anche sanità) e lasciare agli Stati membri la gestione di politiche contraddistinte da minor respiro internazionale. Ciò in ragione di un cambiamento repentino e costante della geopolitica laddove il multilateralismo esasperato del sistema internazionale richiede che l’UE possa avere gli strumenti per competere con le super potenze globali, le quali hanno dalla loro parte due fattori essenziali, ben noti agli studiosi di geopolitica: la crescita demografica e la “corsa verso il nulla” dell’Occidente.

La lectio si è conclusa con un momento di discussione e scambio di idee tra i partecipanti dalla quale è emersa la consapevolezza della disaffezione dell’opinione pubblica verso l’Unione Europea e l’impellente bisogno di riforme. Sentimenti questi che, già presenti nella società, hanno visto un forte incremento durante la pandemia, a causa anche della cattiva informazione diffusa dai mass media relativamente alla struttura europea e alla reale azione intrapresa dalla Commissione e dalla BCE.

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