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Rotazione del personale suggerita da 3 consiglieri comunali per eseguire i tamponi nel Giovanni Paolo II

L'arrivo di un dirigente biologo e di due tecnici di laboratorio per processare tamponi di sospetti casi da Covid-19 si fa ancora attendere

Ricordando come per l’ospedale di Lamezia Terme sia stato previsto l’arrivo di un dirigente biologo e di due tecnici di laboratorio per processare tamponi di sospetti casi da Covid-19, i consiglieri comunali Rosy Rubino, Giancarlo Nicotera e Anna Caruso rimarcano come «le attività da svolgere all’interno del laboratorio analisi dell’ospedale non sono ancora iniziate e la ragione risiede nella mancanza di personale» sebbene «in ospedale è tutto pronto, dai locali già predisposti ai tamponi già acquistati, ma proprio l’assenza di queste figure professionali rende la decisione assunta priva di effetti e operatività concreta. Inutile ribadire che oggi avere il risultato del tampone è elemento propedeutico a qualsiasi intervento e/o attività ambulatoriale da parte degli specialisti, ad oggi solo ad una parte del personale sanitario e amministrativo è stato effettuato il tampone e ai pochi che lo hanno effettuato non è stato dato, dopo diversi giorni, ancora l’esito».

I 3 consiglieri di maggioranza non nascondono che «ci sono enormi ritardi nell’arrivo dei risultati, addirittura anche 15 giorni per i pazienti che necessitano di interventi chirurgici, ci domandiamo che senso abbia eseguire un tampone se il risultato lo si ha dopo così tanto tempo, durante il quale in teoria ci si può essere infettati».

Si sollecita quindi che «l’Azienda Sanitaria, nel più breve tempo possibile, dia seguito alle decisioni assunte ed ai pareri ottenuti e garantisca l’attivazione dei servizi di Microbiologia. Per quanto riguarda il personale, nell’attesa del reclutamento di nuove unita, si potrebbe “tamponare” (è il caso di dirlo) con una rotazione del personale presente in tutte le strutture dell’azienda sanitaria. Bastano due tecnici di laboratorio al giorno, considerata anche l’attività ridotta del periodo, senza compromettere le attività dei reparti. Sarà possibile così processare i tamponi che tutto il personale dell’Asp, oltre ai pazienti sospetti ed in attesa di ricovero, deve eseguire per potere riaprire in sicurezza gli ambulatori ed assicurare le prestazioni ormai sospese da troppo tempo»