Giornate Mondiale del rifugiato 2020 celebrata con un flash mob in piazzetta San Domenico

Istituita con la Risoluzione 55/76 dall’ l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è stata celebrata per la prima volta nel 2001.

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“Nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro” è lo slogan che caratterizza la Giornate Mondiale del rifugiato 2020 che, come ogni anno, si celebra il 20 giugno, e quest’anno prende anche un significato ulteriore data la pandemia e le proteste contro le discriminazioni razziali.

Istituita con la Risoluzione 55/76 dall’ l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per intensificare gli sforzi, per prevenire e risolvere i conflitti e contribuire alla pace e alla sicurezza dei rifugiati è stata celebrata per la prima volta nel 2001.

Per gli organizzatori «in questo 2020, segnato dalla pandemia da Covid-19 la parola “sicurezza” fa da filo conduttore per sensibilizzare alla condizione in cui si trovano più di 70 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati nel mondo per sfuggire a condizioni di violenze e povertà».

Dopo le 20 in piazzetta San Domenico è partito così il flash mob, con distanziamento sociale e mascherine, “Tutti possiamo fare la differenza”, organizzato dal Comune (presente l’assessore Giorgia Gargano), dalla Comunità Progetto Sud e dai Siproimi per minori Luna Rossa, Due Soli Terre Sorelle di Miglierina.

«Una rappresentazione simbolica che vuole dire ancora una volta il suo ci siamo e vogliamo fare la differenza per tutelare e chiedere uguaglianza di diritti per tutte le persone. Testimoniare quanto la vicinanza, seppur costretta nelle distanze sociali imposte dal coronavirus, sia il lievito per una società che aspira all’uguaglianza sociale, politica e culturale di tutti e tutte» recita il comunicato di presentazione.

Rimangono poi i progetti in sospeso per quanto riguarda Lamezia Terme: venerdì nella trasmissione online in cui si ci confronta con la cittadinanza il sindaco Paolo Mascaro ha rivelato che per il centro multiculturale di via De Filippis (l’ex palazzo della cultura è stato riqualificato con fondi vincolati all’integrazione, ma è rimasto chiuso negli ultimi 5 anni nonostante la fine dei lavori) si sta redigendo il regolamento da portare in consiglio comunale per successivo affidamento della gestione; nessuna novità per altri progetti con fondi vincolati all’accoglienza come l’apertura dell’ex Teatro Russo o il turismo sociale a Ginepri.

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