Di “interesse collettivo e non personale” parla Silvio Zizza in merito alle contestazioni del Comune sulle operazioni di verifica dei voti

Per l'ex candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle il ricorso pagato non è legato a velleità di entrare in consiglio comunale

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Mentre l’amministrazione comunale ieri spiegava i motivi dei chiarimenti chiesti in Prefettura che hanno al momento sospeso l’operazione di verifica dei voti delle ultime elezioni amministrative, la replica del candidato a sindaco Silvio Zizza dei 5 Stelle non si trova concorde sull’interpretazione data dall’amministrazione comunale, che reputa si debbano verificare i voti nelle sezioni contestate solo dei ricorrenti, immutati rispetto ai risultati ufficiali per quanto riguarda le prime sezioni visionate.

«Forse a voi sembrerà strano, ma il sottoscritto non ha fatto ricorso per cercare di entrare in consiglio comunale, il sottoscritto vuole soltanto sapere cosa sia successo in quelle ormai famose sezioni “sequestrate” dall’ufficio centrale del tribunale di Lamezia e dove sono state riscontrate, non da Zizza, ma dalla commissione elettorale, delle discrasie, irregolarità, cancellature e quant’altro, tali da far si che il Tar, a differenza di quello che voi affermate, ha disposto la verificazione delle schede elettorali delle sezioni “incriminate”», ribatte Zizza, parlando di «interesse collettivo e non personale».

L’esponente dei 5 Stelle ribadisce che così non rinuncerà al ricorso, pagato dai parlamentari pentastellati, e vorrà andare avanti, anche se la seduta a settembre del Tar è già fissata proprio per esprimere il parere legale.

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