I consiglieri ipotizzati come incompatibili si difendono evidenziando errori degli uffici nelle verifiche

Una multa pagata a gennaio per la Cittadino, un procedimento ancora in sospeso per Pegna

Dopo che la relazione degli uffici sulle presunte motivazioni di incompatibilità per i consiglieri in carica da fine dicembre è finita su alcuni organi di stampa, i diretti citati chiariscono le proprie posizioni (con influenza anche sulle autodichiarazioni che si sono prodotte e figurano in amministrazione trasparente), anche se l’ultima parola oltre che al segretario generale spetterà proprio all’aula consiliare che nella prima seduta non aveva dovuto aprire alcuna discussione o votazione sul tema.

Tra le persone citate ma non indicate come direttamente incompatibili Lucia Alessandra Cittadino, il cui motivo della citazione sarebbe «il mancato pagamento di un verbale per violazione al Codice della Strada, per sosta sulle strisce blu per 5 minuti ulteriori rispetto a quelli pagati», reputando che «il condizionale è d’obbligo, visto che la relazione è nella disponibilità dei giornalisti ma non dei consiglieri comunali, è quello identificato dal numero S 1070220 n. registro 926/2020 del 29.01.2020 di importo pari a 26,00, ridotto ad euro 18,20. Qualora la vicenda contestata nella relazione fosse vera, nulla quaestio. Si dà il caso però che il predetto verbale è stato estinto nel giro di 24 ore e precisamente in data 30.01.2020, come si evince dall’allegata quietanza di pagamento». Violazione che quindi sarebbe avvenuta dopo le elezioni e dopo il primo consiglio comunale, per altro, quindi non poteva essere contestata nell’insediamento.

La Cittadino rimarca come «è molto increscioso essere accusati di cose che non si sono commesse, ma la cosa inaccettabile è che un’istituzione come il Comune di Lamezia Terme abbia condotto l’istruttoria con tale superficialità. Non solo infatti il Comune prima di fare affermazioni di questa portata avrebbe dovuto fare tutti i necessari approfondimenti interni verificando l’estinzione della sanzione attraverso il pagamento, ma sarebbe bastato chiamare a chiarimenti la sottoscritta che, in quanto parte del procedimento amministrativo avviato dall’ente, avrebbe fornito immediatamente copia della distinta di pagamento. La vicenda assume però i contorni del grottesco: infatti dell’avvenuto pagamento della multa era stato informato con tanto di documentazione sia il Comandante della Polizia Municipale, Rubino, sia il Presidente del Consiglio Comunale. Zaffina. Nonostante ciò nulla è stato fatto perché la verità emergesse, consentendo che una notizia palesemente falsa circolasse ingiustificatamente. Si tratta di un episodio gravissimo che lede la mia onorabilità e per il quale valuterò di tutelarmi nelle sedi opportune».

Sul piano amministrativo l’esponente dell’opposizione sottolinea come «a distanza di oltre 5 mesi dell’avvenuto pagamento, al Comune non risulta nulla di quanto pagato dai cittadini a titolo di estinzione dei verbali dei CDS tanto che, nel mio caso specifico, si è dato impulso addirittura ad una procedura di recupero coatto di somme non dovute, esponendo le casse comunali, già esigue, ad ingenti spese di notifica che ricadono sui noi cittadini, senza considerare il tempo dedicato a queste pratiche dai dipendenti comunali che evidentemente in casi come questi svolgono una attività inutile e dannosa per la collettività».

Si chiede così l’intervento del sindaco Paolo Mascaro «al fine di approfondire la questione per evitare che questa pratica ingiusta ed illegittima venga perseguita ulteriormente. Non c’è nulla di più odioso di una pubblica amministrazione che vessa ingiustamente i cittadini, costringendoli a pagare ripetutamente somme non dovute per il semplice fatto che magari, e per fortuna non è il mio caso, è stata smarrita la ricevuta di pagamento».

versamento cittadino

Diversa la posizione di Ruggero Pegna, che in consiglio comunale è entrato come sfidante non vincente del ballottaggio con Paolo Mascaro per la carica di sindaco, cui viene contestato «un debito di 3.000 euro verso il Comune e di 172 euro della società Show Net srl, che amministro, verso la Multiservizi».

Pegna ricorda che «da imprenditore ultratrentennale nel ramo delle costruzioni prima, e in quello dello spettacolo dopo, ho sorriso per vari motivi, ma ho anche ritenuto necessarie le seguenti considerazioni e precisazioni», partendo dal fatto che «da figlio di costruttore e io stesso da costruttore per un decennio, ho atteso di avere chiaro il quadro delle contestazioni. Evito di spendere parole sui 172 euro di una bolletta idrica dell’ufficio, utenza attiva da anni, evidentemente sfuggita, certo che stia ridendo anche chi legge. In merito ai circa 3000 euro, preciso innanzitutto che l’istruttoria non è conclusa e che potrei pagare tale importo, evidentemente, in qualsiasi momento, pure come ennesima donazione alla mia Città, ma sottolineo che lo stesso è frutto di mero errore degli uffici comunali, che calcolano i tributi sulla base di visure catastali, che non comprovano la reale proprietà degli immobili, producendo anche un grosso danno erariale allo stesso Ente».

Nello specifico «si tratta di importo contestato siccome non dovuto, in quanto riferito ad immobili venduti nell’esercizio dell’attività di costruttore, ovvero mai entrati nel mio patrimonio personale, per i quali il mio legale, avvocato Lio, ha trasmesso regolari atti notarili».

L’analisi diventa poi però politica: «a sollevare questo problema, ripeto inesistente nel mio caso, sia stato il signor Vincenzo Ruberto, assistito dall’ex sindaco Pasqualino Scaramuzzino (entrambi del mio stesso partito e, deduco, ipocritamente al mio fianco in campagna elettorale), con lo scopo di prendere il mio posto in consiglio comunale, a suo giudizio per la sua forte tensione ideale e il grande contributo che ha dato a questa città in tanti anni di militanza politica. Non credo che Lamezia abbia ancora bisogno di questi modi subdoli e vigliacchi di intendere la politica, esclusivamente finalizzati a propri tornaconti. Io ho dato la mia disponibilità in modo sincero, senza alcun fine».

Altra considerazione è sugli importi: «quasi lo zero percento dei circa 3 miliardi di vecchie lire che la mia famiglia ha versato a questo Comune in decenni di attività edilizia quali oneri di urbanizzazione, contribuendo alla sua crescita e al fiorire di tante attività commerciali e artigianali. Non solo, il sottoscritto ha realizzato a proprie spese parte della recinzione dello Stadio di Sambiase per i concerti di Dalla e dei Pooh, per renderlo agibile, con la promessa di rimborso dell’allora assessore, rimborso mai ricevuto. Inoltre, ho anche rinunciato ad un’azione legale verso il Comune, per gravi danni prodotti da una concessione del Teatro rilasciata dalla signora Nadia Aiello, con cui mi garantiva il perfetto uso per uno spettacolo, per poi, a biglietti venduti e a pochi giorni, comunicarmi che il teatro non era disponibile. Evito ogni altra considerazione su eventi realizzati in questa città senza alcun contributo comunale, rinunciando a ingenti contributi altrove, ma questo solo per confermare a me stesso le amare riflessioni su una Città dove invidia, cattiveria e interessi personali prevalgono da sempre sul bene comune».

Di questo, ed eventuali ulteriori posizioni, dovrà però dare l’ultima parola eventualmente il consiglio comunale, che a luglio avrebbe inoltre i bilanci da approvare proprio per cercare di ottenere il via libera a nuove assunzioni di personale.