I consiglieri del centrosinistra sollecitano la ripresa dei lavori del consiglio comunale

Oltre ai bilanci da approvare si lamenta la mancata discussione di mozioni ed interrogazioni

I consiglieri del centrosinistra Lucia Cittadino, Eugenio Guarascio, Rosario Piccioni ed Aquila Villella ritrovano unità nel lamentare la mancata convocazione del consiglio comunale, rimarcando come «da oltre 2 mesi tutto il Paese è entrato nella fase di ripartenza e anche in Calabria, nelle città più grandi come nei Comuni più piccoli, l’attività istituzionale è ripartita a pieno ritmo. Solo il consiglio comunale di Lamezia sembra essere rimasto in perenne lockdown».

Si rimarca come «la ripresa delle attività delle singole commissioni consiliari non può sostituire la piena funzione democratica del consiglio comunale, che deve al più presto ricominciare ad occuparsi delle questioni che riguardano la città. Al presidente Zaffina chiediamo il perché di questo “anomalo immobilismo” a oltre due mesi dalla fine del lockdown. I cittadini hanno il diritto di avere un consiglio comunale nel pieno esercizio delle sue funzioni».

Se in realtà il motivo di tale stati non è ignoto, ovvero la verifica di eventuali motivi di incompatibilità dei consiglieri a seguito di ricorsi presentati dopo l’insediamento di fine dicembre, luglio è mese che teoricamente dovrebbe essere designato ad atti importanti come i bilanci da approvare, per essere poi mandati a Roma al fine di ottenere il via libera ad eventuali nuove assunzioni.

Il primo termine, quello del 30 giugno, per il bilancio consuntivo 2019 è già scaduto (ed il sollecito di 10 giorni per approvarlo non sarebbe partito per il cambio della guardia in Prefettura), entro fine mese bisognerà approvare il bilancio di previsione 2020-2022, ma inoltre per i consiglieri di minoranza «ci sono mozioni e interrogazioni protocollate da mesi su cui vorremmo poter discutere. E’ inammissibile che i consiglieri comunali debbano apprendere dalla stampa di questioni delicate come quelle relative alle presunte incompatibilità dei consiglieri.  E ancora: è mai possibile che su scelte decisive per il futuro della città, dal progetto Waterfront al progetto di riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria centrale alle tante incognite sull’aerostazione e sull’aeroporto, la massima assise democratica cittadina non possa confrontarsi con l’amministrazione comunale ed esprimersi?» Da capire a che pro, però, non avendo voce in capitolo su atti che non passano da propri procedimenti.