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Superata ogni presunta incompatibilità, rimane confermata l’attuale composizione del civico consesso

Per Ruggero Pegna «sono gli interessi personali ad essere incompatibili con il bene comune»

Si inizia alle 9:45 con il terzo consiglio comunale dell’amministrazione targata Paolo Mascaro, anche se oltre a qualche consigliere ad essere assenti son anche i revisori dei conti (Presidente Ettore Domenico Riitano, componenti Maria Aino e Francesco Vergata) sebbene dovessero spiegare i pareri sui bilanci consuntivo 2019 e consolidato 2018, con prima seduta ufficiale anche per il segretario generale Pasquale Pupo, terzo ad alternarsi da dicembre ad oggi.

Il presidente Pino Zaffina rimarca come nel periodo post Covid «non ci siamo visti in consiglio comunale ma quasi giornalmente in commissione consiliare, in cui maggioranza ed opposizione si sono trovate a lavorare insieme in modo proficuo», ricordando con un minuto di silenzio sia le gravi perdite a livello nazionale e mondiale per la pandemia, che quelle più locali come Antonio Saffioti (ricordato anche da Mascaro, Pegna e Piccioni) scomparso dopo aver dovuto lottato per anni con la propria malattia, e del politico di lungo corso Egidio Chiarella.

Dopo le comunicazioni da parte del sindaco sulle nomine effettuate nelle partecipate Multiservizi e Sacal, e l’aggiunta per l’assessore Giorgia Gargano anche della delega al servizio civile, si passa alla grana incompatibilità presunta di alcuni consiglieri comunali, con il presidente Zaffina che dopo aver congelato i lavori dell’assise in attesa dei relativi chiarimenti, oggi conferma che «non ci sono cause di incompatibilità in essere», passando la competenza al segretario generale: «le contestazioni nell’accesso agli atti, indirizzate principalmente su un solo consigliere, hanno rivestito un carattere generale. Si è partiti dall’esistenza di debiti esigibili, sia in ambito tributario che verso la Lamezia Multiservizi, valutando le posizioni di tutti i componenti dei consiglio comunale. Una prima relazione è stata redatta il 6 luglio, mentre il 21 luglio si è aggiornata la stessa integrando il pagamento delle presunte posizioni debitorie che hanno fatto venire meno ogni possibile ipotesi di incompatibilità».

In fin dei conti, quindi, la composizione del consiglio comunale rimane come quella insediata a dicembre, con Rosario Piccioni (Lamezia Bene Comune) a lamentare una mancata presa di posizione da parte dell’amministrazione sugli organi di stampa su tale tema, in cui gli stessi uffici si sono trovati ad alimentare una sorta di confusione cambiando versioni e fornendo dati contrastanti «arrivati prima alla stampa che ai diretti interessati come consiglieri».

Di «cortocircuito degli uffici» parla anche Lucia Cittadino (Nuova Era) per lamentare «costi di notifica per atti già estinti, che potenzialmente riguardano tutta la città per mancanza di comunicazione».

Ruggero Pegna (Udc) esprime un ricordo verso Saffioti e le vittime del Covid prima di entrare nel merito della propria posizione di presunta incompatibilità, «una storia di becero livello su cui ora si mette un punto con il parere del segretario comunale. Sono gli interessi personali ad essere incompatibili con il bene comune, ogni consigliere mette a disposizione del tempo per un impegno gravoso».

L’ex candidato a sindaco ripercorre l’iter contestato, relativo a debiti per mancati incassi tributari per beni non di propria proprietà ma legati a costruzioni edificate dall’impresa di famiglia, ma dopo aver ottenuto importi richiesti diversi lo stesso promoter ha voluto pagare quanto richiesto anche alla luce dei problemi che sarebbero sorti se si volessero seguire le vie legali in quanto consigliere.

In chiusura Pegna stesso non nasconde che «ci siano problemi politici» all’interno della stessa coalizione che l’ha sostenuto date le polemiche in atto, «ma credo che a farmi andare avanti siano proprio anche tali stimoli».

Auspica una chiusura definitiva della vicenda Aquila Villella (Pd), che si associa alle critiche verso gli uffici per la mancata chiarezza avuta nell’iter guardando però come lato positivo la volontà dell’ente di scovare eventuali evasori.

Da par suo il sindaco Paolo Mascaro rimarca come «eventuale decadenza per incompatibilità avrebbe richiesto più passaggi, con almeno 3 consigli comunali, ma non spetta a noi la verifica dell’autenticità dell’autocertificazione», sviscerando i vari articoli e norme emersi nei botta e risposta delle parti in causa.