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Vincenzino Ruberto critica i chiarimenti offerti dal sindaco Paolo Mascaro in aula sulla procedura di incompatibilità

Il candidato dell'Udc si sarebbe aspettato un atteggiamento diverso dal primo cittadino

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Rimasto fuori dal consiglio comunale, con la convalida ieri della compatibilità di Ruggero Pegna come consigliere comunale in quota Udc, Vincenzino Ruberto critica oggi i chiarimenti offerti dal sindaco Paolo Mascaro in aula, collegando il tutto al voto positivo di Pegna al bilancio consuntivo 2019, in realtà ininfluente data la maggioranza presente in aula (15-6 sul consuntivo 2019, 15-8 sul consolidato 2018).

Da par suo il sindaco Paolo Mascaro rimarcava come «eventuale decadenza per incompatibilità avrebbe richiesto più passaggi, con almeno 3 consigli comunali, ma non spetta a noi la verifica dell’autenticità dell’autocertificazione», sviscerando i vari articoli e norme emersi nei botta e risposta delle parti in causa. Da par suo l’ex candidato a sindaco sostenuto in campagna elettorale da Ruberto ha ripercorso l’iter contestato, relativo a debiti per mancati incassi tributari per beni non di propria proprietà ma legati a costruzioni edificate dall’impresa di famiglia, ma dopo aver ottenuto importi richiesti diversi lo stesso promoter ha voluto pagare quanto richiesto anche alla luce dei problemi che sarebbero sorti se si volessero seguire le vie legali in quanto consigliere.

Ruberto continua a sostenere la propria tesi sulle posizioni debitorie di Pegna al momento della convalida degli eletti a dicembre, ricostruzione che però ieri in aula ha avuto gli aggiornamenti successivi da parte dell’attuale segretario generale (oggi Pupo, all’epoca Cimino), reputando che «è stato “costretto” a pagare la somma di 3.400 euro che aveva di debito verso il comune solo – e soltanto – perché io ho fatto ben 7 istanze di accesso ed ho sollevato tutti i veli che erano stati calati sulla sua posizione», anche se la stessa relazione del segretario generale offre un quadro in cui anche la versione degli uffici è mutata, e chiama in causa anche multe pagate ma non riscontrate dopo l’ingresso in consiglio comunale da parte di altri consiglieri.

Secondo Ruberto il sindaco avrebbe dovuto «in primis, esprimere la solidarietà ad un cittadino che ha subito una pesante intimidazione; come seconda cosa, ringraziarmi per quanto fatto e per le somme che ho fatto recuperare al Comune di Lamezia Terme ed a tutti i suoi cittadini; per ultimo, verificare – attraverso un’indagine interna – il funzionamento dei tuoi uffici, così da eliminare quel disordine amministrativo che è stato alla base del decreto di scioglimento della tua precedente esperienza amministrativa e che sono stati capaci di convalidare tutti gli eletti solo e soltanto sulla base delle singole dichiarazioni rese dai consiglieri».

Buone intenzioni, ma il regolamento del funzionamento degli uffici indica compiti e responsabilità agli organi di indirizzo amministrativo in tal senso, e che gli uffici in via Perugini siano in carenza di personale ed in affanno è vicenda nota da tempo.

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