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Guarascio contesta la capacità di riscossione dei tributi da parte del Comune

La velocità di riscossione passata dal 72,08% del 2017 al 67,93% del 2018 e 69,98 % del 2019

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«Tra i temi cruciali emersi dalla discussione in Consiglio comunale sul bilancio vi è senza dubbio l’incapacità di riscossione dell’ente comunale, certificata in ultimo dalla relazione con cui i revisori dei conti hanno bocciato il rendiconto 2019», sostiene il consigliere comunale Eugenio Guarascio, anche se a più riprese è stato spiegato in aula come sul consuntivo non si poteva parlare di approvazione o bocciatura (aspetto che riguarderebbe il previsionale da approvare entro fine settembre) ma di osservazioni.

«A ben vedere, si tratta di un aspetto di vitale importanza per un’amministrazione pubblica perché proprio sulla capacità di salvaguardare gli equilibri di cassa si basa l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa», rammenta l’imprenditore, «non è, dunque, un aspetto da catalogare tra le mere mansioni della macchina burocratica, al contrario le ricadute nella qualità della vita del cittadino sono molteplici. Basti pensare ai servizi che non possono essere erogati a causa della penuria di risorse, come quello ad esempio della cura e della manutenzione degli spazi verdi tra le note più dolenti dell’attualità lametina».

Guarascio si chiede «se il Comune abbia attivato azioni di salvaguardia verso le società di riscossione per tutelare gli interessi dell’ente e quindi dei cittadini. Quanti fra questi crediti hanno origine nel mancato pagamento dei tributi? Esistono sacche di evasione importanti che devono essere accertate e sanzionate, in nome di un necessario principio di legalità e di buon andamento della macchina pubblica, soprattutto rispetto ai tanti cittadini onesti che con puntualità e sacrificio adempiono ai propri doveri tributari».

Se non fosse che la relazione sul bilancio consuntivo, che riguardava la gestione commissariale, certificava come nel 2017 la velocità di riscossione, che confronta le entrate riscosse con quelle accertate in competenza relativamente ai titoli I e III (tributarie ed extratributarie), sia passata dal 72,08% del 2017 al 67,93% del 2018 e 69,98 % del 2019. Sono stati incassati da tributi 42.706.781,253 euro nel 2019 (imposte, tasse e proventi assimilati 29.234.945,43, fondi perequativi da amministrazioni centrali tributarie proprie 13.471.835,82), con crediti di natura tributaria accertati in 15.905.115,65 euro nel 2019 rispetto ai 28.381.802,08 dell’anno prima, e debiti tributari scesi a 265.245,12 dai 360.010,30 dell’annata precedente.

Ci sarebbe poi anche da considerare come, con la diminuizione della popolazione, sia aumentato sia l’indice di pressione finanziaria che quello di tributaria, mentre è sceso l’indice di autonomia finanziaria, ottenuto quale rapporto tra le entrate tributarie (titolo i) ed extratributarie (titolo iii) con il totale delle entrate correnti (totali dei titoli i + ii + iii).

Dati di cui però in consiglio comunale si è parlato poco in modo approfondito (lo stesso Guarascio ha lasciato la riunione subito dopo il proprio intervento), curiosamente in una seduta il cui primo vero punto discusso è stato proprio il ricalcolo di eventuali pendenze dei consiglieri comunali verso il Comune anche in campo tributario.

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