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Riunione della Terza Commissione in vista del trentennale della morte di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte foto

Varie le proposte, con iniziative sociali, culturali e musicali aperte alle scuole ed alla comunità

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Si é riunita la Terza Commissione, presieduta da Giancarlo Nicotera, con i consiglieri comunali Enrico Costantino, Rosario Piccioni, Rosy Rubino, Annalisa Spinelli, Antonietta D’Amico, Lucia Cittadino, Davide Mastroianni, Ruggero Pegna, Antonio Mastroianni, degli Assessori Giovanni Luzzo e Giorgia Gargano e del Presidente del Consiglio Pino Zaffina, per programmare le iniziative volte a commemorare il trentennale dalla barbara uccisione di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, avvenuta all’alba del 24 maggio 1991.

Presenti i familiari, Stefania Tramonte e Francesco Cristiano, che hanno offerto la loro testimonianza di vita, ripercorrendo le loro emozioni, i loro rimpianti, i loro ricordi e la loro sete di giustizia, che é quella di un’intera Città, rimasta purtroppo ancora inevasa da quel tristissimo giorno.

«Occorre, tutti assieme, chiedere di arrivare finalmente ad una verità storica e processuale che latita da quasi 30 anni», ha dichiarato Francesco Cristiano. Di “ergastolo del dolore” ha parlato la figlia di Tramonte, Stefania, visibilmente commossa: «con questo assassinio, da bambine felici siamo state costrette in un attimo a diventare donne mature».

Diversi gli interventi, tra cui quelli di Rosario Piccioni, Lucia Cittadino, Ruggero Pegna, Annalisa Spinelli, Pino Zaffina e degli assessori Luzzo e Gargano. Varie le proposte, con iniziative sociali, culturali e musicali aperte alle scuole ed alla comunità, con tematiche specifiche da sviluppare in più fasi, anche associando, quest’anno, il Primo Maggio a queste due morti sul lavoro.

«Una verità ancora tutta da scrivere. Un debito aperto nei confronti delle vecchie e delle nuove generazioni. Due figli del popolo, uccisi, trucidati da chi voleva annientare, senza riuscirci, un popolo ed una intera Comunità», ha concluso Giancarlo Nicotera, «nel 2021 saranno passati 30 anni dalla morte di 2 persone semplici che un po’ tutti sentiamo nostri familiari. Intere generazioni sono cresciute con questa terrificante immagine: si muore senza un perché, magari solo perché si vuole, anche metaforicamente, rendere più pulita una strada, una via, una città. Abbiamo sempre pensato a quegli attimi in cui due netturbini hanno visto l’assassino e la morte in faccia, allora questo ricordo e le iniziative che faremo vogliono anche essere semplicemente una dolce carezza sul loro viso e su quello delle loro stupende famiglie»,

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