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Rocca chiede un maggiore peso dello Stato sulla sanità, il Nuovo Cdu ipotizza ipotetici risarcimenti danni

Non mancano le prese di posizione lametine sul cambio della guardia del commissariamento sanitario

Nel day after del nuovo cambio della guardia per quanto riguarda il commissariamento della sanità calabrese non mancano le prese di posizione lametine, anche fuori contesto.

Sebbene il commissariamento sia attivo da almeno un decennio, partendo dai presidenti di giunta affiancati da tecnici, e con ultimi gli esterni Scura e Cotticelli, per Dario Rocca, Segretario Giovani Democratici Lamezia, «dobbiamo fare ritornare la sanità calabrese (e in generale dalle regioni) in mano allo Stato, per evitare sprechi continui e prese in giro verso i cittadini, che meritano un servizio all’altezza ma soprattutto una classe politica degna che possa rappresentare davvero i bisogni dei cittadini calabresi. Purtroppo sappiamo tutti che è un processo lungo, visto che si tratta di modificare il Titolo V della costituzione, ma il ritorno della sanità allo stato e la diminuzione del ruolo del privato devono essere punti chiave di una discussione da affrontare se non all’istante, subito dopo la pandemia, perché le regioni, con l’esempio nostro e lombardo sono assolutamente incapaci di farlo in modo corretto». Se non fosse che oltre al livello regionale, anche a livello provinciale e di singole aziende non manchino i casi di commissariamento da parte dello Stato in Calabria.

Sposa la linea di class action già avanzata ieri da altri fronti anche il Nuovo Cdu con gli esponenti lametini Giancarlo e Giuseppe Muraca, reputando che «sono anni che la politica romana nomina commissari nella sanità, quindi oltre agli stessi commissari che si sono avvicendati, anche chi li ha nominati ha la stessa colpa, ma anche i politici calabresi hanno colpe perché hanno dimostrato, in passato, di non saper gestire direttamente la sanità», accomunando però il reato di esercizio abusivo della professione medica con eventuali richieste di risarcimenti per risultati non ottenuti da parte di chi è stato nominato per gestire il comparto sanitario.