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“Mascaro faccia sentire la voce del Comune di Lamezia Terme a tutela dei lavoratori dell’Abramo Customer Care”

L'invito del consigliere comunale Rosario Piccioni

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«In una Regione già in piena emergenza sanitaria, le notizie che circolano in questi giorni in merito alla richiesta di concordato preventivo da parte dell’Abramo Customer Care rappresentano un allarme per i circa 3.000 lavoratori della società e le loro famiglie. Un dramma rispetto al quale la politica e le istituzioni non possono voltarsi dall’altra parte», sostiene Rosario Piccioni.

Secondo il consigliere comunale di Lamezia Bene Comune «nel silenzio generale di tanti esponenti politici regionali e nazionali del nostro territorio, è da apprezzare l’iniziativa del consigliere regionale Francesco Pitaro che ha chiesto formalmente al presidente facente funzioni della giunta regionale e all’assessore al lavoro di aprire un tavolo con i vertici dell’azienda e le organizzazioni sindacali per affrontare insieme una crisi le cui ripercussioni sociali ed economiche sarebbero drammatiche per tutta la regione, in particolare per la nostra città e il comprensorio lametino. Tanti nostri cittadini, molti dei quali giovani, lavorano da anni per la società e, dopo un percorso professionale spesso segnato da contratti precari e incertezze, tra ritardi nei pagamenti degli stipendi e mancati rinnovi dei contratti per l’anno 2019, non possono ritrovarsi dalla mattina alla sera senza una prospettiva per il domani».

Piccioni ricorda che, nell’ambito della chiusura della struttura nell’area industriale ora riconvertita ad aula bunker per il processo Rinascita Scott, «nei mesi passati nella competente commissione consiliare abbiamo anche incontrato lavoratori, sindacati e i manager dell’Abramo Customer Care che avevano dato ampie rassicurazioni sulla salvaguardia dei livelli occupazionali. Purtroppo quegli impegni oggi sembrano vacillare e rischiano di svanire nel nulla».

Si ci appella al sindaco Mascaro «perché faccia sentire la voce del Comune di Lamezia Terme a tutela dei lavoratori ed eventualmente chieda di partecipare all’incontro con i rappresentanti della Regione, le organizzazioni sindacali e i vertici dell’azienda. Non possiamo permettere, soprattutto in questo momento, un altro colpo drammatico alla nostra fragile realtà economica»

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