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Entro la fine dell’anno pastorale una nuova mensa self service da 400 pasti al giorno ed un servizio lavanderia e vestiario foto

Già pronte 5 stanze per gli ambulatori dedicati a varie consulenze mediche.

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Inaugurato il 25 marzo 2019, una delle poche opere pubbliche consegnate a Lamezia Terme quasi nei tempi previsti, più di 18 mesi dopo il complesso interparocchiale di San Benedetto fa dei passi in avanti in merito alle altre strutture a servizio delle opere della Caritas e di ambito sociale. Tutto fermo invece per quanto riguarda ciò di competenza comunale, con la viabilità e la piazza antistante inserite nei finanziamenti dei Cis nazionali arenatisi con l’arrivo della pandemia da Coronavirus.

Con i “vicini di casa” di via Perugini si sta cercando intanto però di instaurare un dialogo anche per avere delle corse dedicate tramite la Multiservizi per quando sarà attiva sia la mensa che gli altri servizi dedicati ai più bisognosi, tessera di un puzzle che comprende anche tutta la logistica dell’area Api che lentamente inizia a far sorgere in alcuni lotti anche i primi investimenti privati (tra questi nella zona attigua ai parcheggi del centro religioso dovrebbero essere creati dei negozi).

Il direttore della Caritas e presidente della fondazione Caritas, don Fabio Stanizzo, spiega che «alla vigilia della IV giornata mondiale dei poveri, che la Chiesa celebra quest’anno in tutto il mondo il 15 novembre, facciamo il punto sui progetti in essere e quelli in divenire. Alla fondazione Caritas sono stati assegnati gli spazi in cui partiranno i vari progetti che contiamo di avviare entro la fine del prossimo anno pastorale»

Il vescovo Giuseppe Schillaci richiama il «tendere la mano, il senso di solidarietà ed aiuto concreto che deve animare una comunità», reputando che «bisogna essere dentro il nostro tempo, che ora vive una pandemia che ci auguriamo finisca al più presto» ed auspicando «una società più giusta, più umana» poiché il bilancio delle attività della Caritas è «non solo numeri, ma essere attivi e completare le varie opere per la comunità. Non possiamo essere insensibili al grido dei bisognosi, dei nuovi poveri che la pandemia ha generato».

Il vice direttore della Caritas, don Giacomo Panizza, sottolinea che «come Caritas non guardiamo ai numeri ma alle attività, alle persone, ai volontari che fanno testimonianza ed assistenza», sostenendo che «la Chiesa deve saper affrontare i nuovi disagi dei giovani, approcciarsi alla vita vera».

Oltre alle attività religiose nella parte centrale del complesso, molto altro è ancora in fase di divenire in quella che potrebbe essere la concattedrale lametina. L’auditorium sottostante da 600 posti necessità ancora degli ultimi ritocchi e dotazioni, mentre tutta la parte pastorale legata ai servizi e necessità di chi guiderà la comunità è sostanzialmente completa, con anche mobilio donato da fedeli ed istituzioni.

Nell’area a sinistra dell’ingresso principale già una delle stanze al primo piano è usata dall’ordine Vincenziano, mentre una di quelle al piano terra si sta allestendo per poter ospitare il dopo scuola per ragazzi della comunità rom.

Nella zona gemella a destra dell’ingresso si è in fase di “lavori in corso” per i progetti da completare entro la fine dell’anno pastorale: una mensa self service con 400 pasti al giorno ed un servizio lavanderia e vestiario.

La mensa sarà gratuita per chi avrà la tessera perché bisognoso, con una quota per chi svolge invece qui servizio ed attività. Da lunedì ci sarà la ripresa dei lavori per l’area distribuzione, attigua alla cucina e le 3 aree che ospiteranno il centro d’ascolto, l’osservatorio sulle povertà e la zona vestiario.

Al piano superiore, con da completare le rampe per superare il problema delle barriere architettoniche, già pronte 5 stanze per gli ambulatori dedicati a varie consulenze mediche.

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