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Zizza ripercorre i passaggi per il ricorso elettorale al Tar, con 6 sezioni su 78 attenzionate per “schede ballerine”

Venerdì si discuterà al Tar il ricorso contro le operazioni elettorali amministrative del novembre dello scorso anno

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Se venerdì si discuterà al Tar il ricorso contro le operazioni elettorali amministrative del novembre dello scorso anno, l’allora candidato dei 5 Stelle Silvio Zizza sottolinea che «il mio ricorso non è incentrato ad eventualmente entrare in consiglio comunale, del quale ovviamente ne sarei onorato, ma esclusivamente per quei principi e valori così importanti, come la onestà, la trasparenza e di conseguenza, la regolarità del voto, tra l’altro in una città, in un comune, sciolto tre volte per infiltrazioni mafiosi e simili», lamentando che il solo Rosario Piccioni, oltre a Massimo Cristiano, si sia accodato nel ricorso elettorale e contestando le dichiarazioni del sindaco Paolo Mascaro il quale reputava non in bilico la sua rielezione.

Zizza ripercorre i vari passaggi del ricorso al tribunale amministrativo, con la Prefettura che nella sua relazione scrisse «quasi ogni incongruenza, errore o vizio dedotto nei ricorsi introduttivi ha trovato riscontro nell’esame dei verbali, e ove si sia proceduto in tal senso, nel riconteggio delle schede».

Il pentastellato aggiunge che «in particolare, aggiungo io, nel corso della suddetta verificazione, alla quale ho assistito, è emerso un quadro incredibile e allarmante di gravi irregolarità sostanziali, che hanno contraddistinto le suddette elezioni comunali. Irregolarità tali da influire sull’accertamento della reale volontà del corpo elettorale» ovvero «la non corrispondenza tra schede autenticate e schede residuate; la non corrispondenza di voti attribuiti alle liste e ai candidati a sindaco; la non corrispondenza dell’attribuzione dei voti di preferenza ai candidati consiglieri». Discrasie che erano già emerse nell’analisi dei verbali in Tribunale, dove nessun rappresentante degli attuali ricorrenti era presente, se non solo dopo aver letto nei giorni finali cronache giornalistiche, ma che si sono allargate allorquando il Tar ha potuto fisicamente aprire i plichi con le schede elettorali.

«Manomissioni, riscritture, mancate compilazioni, presenza di numeri di voti modificati a penna e non leggibili, o scritti attraverso l’uso della matita, e soprattutto nel corso delle verifiche di circa 6 sezioni, è uscita fuori la cosiddetta “scheda ballerina”, sistema fraudolento consistente nel far uscire fuori dal seggio, una scheda vidimata non votata, per poi essere utilizzata al posto della scheda consegnata all’elettore al seggio» rimarca Zizza, «in questo modo, non risultando la sorte della scheda vidimata e non votata, viene controllato e indirizzato il diritto del voto, e cosa gravissima, è che evidente il travaso di schede elettorali esterne al seggio, quindi viene minata la regolarità delle elezioni, oltre a essere un vizio di legittimità gravissimo».

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