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Un monumento per le vittime lametine di ndrangheta e un luogo per Regeni sollecitati nuovamente

Una richiesta sottoscritta da 50 cittadini è stata inviata all'attuale terna che guida momentaneamente il Comune di Lamezia Terme

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Una richiesta sottoscritta da 50 cittadini è stata inviata all’attuale terna che guida momentaneamente il Comune di Lamezia Terme per intitolare un luogo pubblico a Giulio Regeni e per realizzare un monumento alle vittime lametine di ‘ndrangheta

L’appello originariamente era stato elaborato per essere trasmesso al Sindaco Mascaro, alla sua giunta e ai consiglieri comunali, sposando le 2 proposte formulate dal Presidente del Centro “Riforme – Democrazia – Diritti”, non avendo però i riscontri auspicati.

In merito a Regeni si spiega che «tale proposta faceva seguito all’appello lanciato dal prof. Ernesto Galli della Loggia – storico e accademico – affinché in tutti i Comuni italiani si intitolasse un luogo pubblico al giovane Regeni. Molti di voi, in testa il Sindaco, si sono dichiarati favorevoli. Ma dal giugno 2020 ad oggi nessun provvedimento formale è stato deliberato per dare concretezza alla proposta. Nei prossimi giorni saranno chiuse le indagini degli inquirenti italiani sul delitto, con il rinvio a giudizio di cinque egiziani funzionari del servizio segreto interno egiziano. Il 25 gennaio prossimo saranno 5 anni dal rapimento del ricercatore e il successivo 3 febbraio dal ritrovamento del cadavere».

La proposta di un monumento ai lametini uccisi dalla ‘ndrangheta è stata congiuntamente avanzata, oltre che dall’associazione culturale, dai parenti delle vittime e da altre associazioni tra le quali: “Risveglio Ideale” presieduta dall’on. Angela Napoli, già Vice Presidente della Commissione Parlamentare antimafia; da “ Arci Lamezia – Vibo”; da “ Libera Catanzaro”; dal Sindacato “Cgil Lamezia”; dall’Associazione “Graziella Riga”; dal testimone di giustizia Rocco Mangiardi.

«Di come dovrebbe essere il monumento esiste un bozzetto elaborato dal maestro Maurizio Carnevali. Il costo dell’opera si aggira sui 27.000 euro e la spesa non dovrebbe gravare totalmente sulle finanze del Comune», spiegano i proponenti, ipotizzando «la possibilità del concorso di altri enti e società partecipate del Comune (es. Provincia, Multiservizi, Terina, Sacal, ecc.), di associazioni di categoria, degli alunni delle scuole lametine, di singoli cittadini. A tale scopo è indispensabile costruire una rete di rapporti e aprire un conto corrente intestato al Comune sul quale effettuare i versamenti finalizzati. Solo la differenza tra quanto raccolto con i versamenti tali soggetti e la spesa preventivata, dovrebbe gravare sul bilancio del Comune».

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