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I Giovani Democratici di Lamezia si dolgono del parere negativo di dicembre dei revisori dei conti sul piano del personale

Si lamenta la mancata assunzione di giovani, ma il piano che dovrà essere approvato prevede mobilità e graduatorie già valide prima di concorsi

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Il parere negativo del collegio dei revisori dei conti al piano triennale del fabbisogno del personale lametino è stato pubblicato il 14 dicembre, con la terna il cui mandato è scaduto a chiedere il dissesto nei fatti per il Comune, ma i Giovani Democratici Lamezia lo scoprono ora a mezzo stampa, reputando però che nel piano ci fosse qualcosa di diverso, ovvero assunzioni di giovani lametini, mentre priorità viene data a mobilità e graduatorie già esistenti prima di indire eventuali concorsi.

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«È incredibile come in città sembriamo essere gli unici ad aver recepito la terribile notizia del rinvio delle assunzioni visto che nessuno schieramento politico ha commentato questa notizia», sostengono i Giovani Democratici, anche se la notizia non c’è: a decidere il via libera alle assunzioni è la commissione ministeriale, che ancora non si è espressa, ma la strada è tutta in salita.

I giovani democratici reputano che ci sia «un rinvio che cade sulle spalle di molti ragazzi lametini, che in questi concorsi potevano vedere la speranza di ottenere un posto di lavoro vicino casa, senza dover portare (come spesso accade) le proprie competenze lontano dalla loro terra e dai loro affetti».

Si ammettono poi «i problemi e dei disservizi per chi deve fruire dei cittadini delle imprese e delle associazioni che devono interagire ed usufruire con i servizi del comune, che trovano un Comune sottorganico e non preparato per gestire le richieste e le problematiche degli utenti. Ma a nessuno sembra importare qualcosa e anzi si parla di tutt’altro, sia a destra che a sinistra».

Si ci dichiara «stufi di vedere come a nessuno freghi poco o nulla dei problemi e delle prospettive dei ragazzi in città, ma di come si faccia solo polemica e retorica inutile su argomenti che di concreto hanno poco o nulla e che sono vicende che ai ragazzi lontani dalla politica, magari in cerca di un lavoro e di un organismo organizzato e funzionante col quale interfacciarsi, soprattutto in un periodo del genere non fanno né caldo e ne freddo ma anzi creano disgusto e basta».

Il tutto dopo aver letto un articolo sulla stampa quasi un mese dopo la pubblicazione sull’albo pretorio.

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