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Speranza critica Mascaro sulla situazione di cassa 2015 e 2020

L'ex sindaco di centrosinistra critica il successo per le dichiarazioni relative alla situazione finanziaria

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Le dichiarazioni di Paolo Mascaro sulla situazione finanziaria del Comune di Lamezia Terme fino all’arrivo del commissario Priolo in paragone alla situazione trovata nel 2015 indispettiscono l’ex sindaco Gianni Speranza, che nel post del legale lametino non veniva citato.

«Io non entro nel merito delle cifre attuali della situazione finanziaria del Comune perché mi fa piacere se le cose vanno bene come lui dichiara. Discuteranno nel merito Sindaco e Consiglieri Comunali», sostiene l’ex primo cittadino in carica dal 2005 al 2015, «se avesse voluto essere obiettivo, avrebbe potuto spiegare che nel 2020 il Governo ha rinviato per l’emergenza Covid per tutti i Comuni la rata annuale di pagamento dei mutui: quindi inevitabilmente la cassa migliora. Avrebbe anche potuto spiegare i motivi per cui i revisori non approvano gli atti di bilancio della sua amministrazione», anche la questione è quella relativa alla Multiservizi con incidenza sul bilancio comunale per il quale si è chiesto in ultimo la situazione di dissesto, e di nuovi mutui il Comune in piano di riequilibrio non può aprirne.

«Vuole finalmente prendere atto che c ’è un pronunciamento della massima magistratura contabile del 2014 (Le sezioni riunite della Corte dei Conti) nel quale si motiva che a Lamezia non c’è nessun dissesto?», lamenta Speranza, anche se proprio quel piano di rientro da rispettare frena ogni possibili assunzione e ingessa gran parte del bilancio di chi ha avuto amministrare dopo.

«Vuole dire che sono bugiardi tutti coloro che vanno affermando da tempo che nei miei anni sia stato emesso un provvedimento del governo nazionale che avrebbe azzerato o ridotto i debiti del comune? Lo sanno tutti che un provvedimento del genere non è mai esistito», lamenta Speranza, anche se nel 2005 l’amministrazione era stata individuata come di nuova istituzione post scioglimento, consegnata poi dopo due mandati in piano di riequilibrio.

Su questo passaggio torna Speranza: «il 31 dicembre 2014, l’ultimo anno gestito interamente dalla mia amministrazione, la cassa del Comune chiude a 2.228.000 euro, il 31 dicembre 2015, anno gestito a metà tra noi e lui, il Comune chiude a 6.603.000 euro. Quando ci fu il passaggio delle consegne a giugno 2015 sa bene perché io lo feci scrivere nel verbale che, se il governo avesse inviato in primavera come succede quasi sempre i trasferimenti, ci sarebbe stata una cassa positiva per circa 3.900.000 euro: dica pubblicamente, una volta per tutte, quale è la cifra dei trasferimenti al Comune dal 20 giugno 2015 al 31 dicembre 2015».

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