“Qualche ritardo o la non auspicabile velocità nella gestione dei buoni alimentari al Comune di Lamezia Terme”

Il 10 dicembre sono stati incassati 619.486,36 euro come finanziamento relativo al fondo di Solidarietà alimentare

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Sulla gestione dei buoni alimentari al Comune di Lamezia Terme segnala «qualche ritardo o la non auspicabile velocità» Rosy Rubino, augurandosi che «si tratti solo di qualche singola posizione. In ogni caso faccio mie le segnalazioni ricevuto ed invito chi di competenza – nel pieno e rigoroso rispetto di criteri e procedure – a fare il massimo ed anche di più in una situazione che è decisamente difficile».

In realtà il 10 dicembre sono stati incassati 619.486,36 euro come finanziamento relativo al fondo di Solidarietà alimentare, con determina del 30 dicembre che accertava «di riservarsi di adottare successivi atti finalizzati all’individuazione delle modalità di utilizzo delle somme assegnate da destinare a misure urgenti di solidarietà alimentare», fase che però non ha visto da parte della terna commissariale gli adeguati indirizzi, né ufficialmente ne ha avuti in eredità dalla giunta attualmente sospesa.

La stessa esponente di maggioranza ricorda che «l’art. 2 del Decreto Legge 23 novembre 2020, nr. 154, ha istituito un fondo da 400 milioni di euro da trasferire ai Comuni per garantire sostegni alimentari alle persone ed alle famiglie in difficoltà. Per la seconda volta, dunque, i Comuni si sono trovati a gestire fondi che, soprattutto in alcuni contesti, sono essenziali alla sopravvivenza di chi si trova in condizioni di estremo bisogno».

Si sottolinea come «al di là delle due iniziative varate dal Governo è utile ricordare, in termini di consapevolezza, che nel periodo tra maggio e settembre quasi la metà di chi si è rivolto alla rete delle Caritas Diocesane lo ha fatto per la prima volta. Al Banco Alimentare, che in Italia assiste 2.100.000 persone attraverso 8.000 strutture accreditate, dalla scorsa primavera le richieste di aiuto sono aumentate del 40%, con punte del 70%, e posti dove si arriva persino al 200%. Ciò corrisponde ad un significativo aumento del numero delle persone che nel nostro Paese vive al di sotto della soglia di povertà, circostanza che sarà ulteriormente aggravata con il venire meno del blocco dei licenziamenti».

L’ammonimento è che «una situazione del genere dovrebbe spingere tutti a fare sistema, a concepire il terzo settore e le associazioni di volontariato come la vera, straordinaria ricchezza del nostro Paese; perchè sono sempre presenti e perchè spesso si incaricano di portare a compimento un sostegno concreto che lo Stato con tutte le sue articolazioni o non riesce a garantire o lo fa con ritardo».

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