Avviata l’organizzazione delle mini amministrative tra ballottaggio, Consiglio di Stato, sentenza Tribunale

Nuova competizione elettorale interna tra i consiglieri comunali, specie per coloro i quali si trovavano a poca distanza di voti

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Si mette in moto anche la macchina organizzativa per la ripetizione del voto previsto il 28 marzo dalle 7 alle 23 in 4 delle 78 sezioni elettorali per quanto riguarda le elezioni amministrative del 2019, annullate solo per quanto riguarda i seggi 2, 44, 73, 78 dal Tar della Calabria, sul cui esito definitivo bisognerà successivamente attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato con udienza pubblica fissata il 18 maggio.

Nelle prossime 48 ore dovranno essere affissi i manifesti che indicano il ritorno alle urne, ed entro le 10 di lunedì gli iscritti all’albo dei presidenti di sezione elettorale del Comune di Lamezia Terme potranno depositare nella segreteria della presidenza del Tribunale la dichiarazione di disponibilità ad essere designati componenti dell’ufficio centrale. Qualora non pervenissero disponibilità si procederà d’ufficio.

Il ballottaggio inatesso

L’eventualità di un turno di ballottaggio per domenica 11 aprile ha colto in contropiede anche la parte politica sospesa, che si attendeva un eventuale secondo turno solo in caso di risultati diversi rispetto a quelli del novembre 2019, quando la poltrona di primo cittadino era contesa tra Paolo Mascaro e Ruggero Pegna.

La spuntò il sindaco in cerca di un secondo mandato, con il promoter lametino ad accomodarsi nei banchi dell’opposizione, ma dopo 16 mesi si potrebbe già verificare un ribaltamento di posizioni: numeri alla mano difficilmente il candidato del centrosinistra, Guarascio, potrebbe superare il collega di minoranza del centrodestra (tra secondo e terzo posto ballano 1.541 preferenze, i votanti iscritti sono 2255) né Mascaro potrebbe ottenere la vittoria al primo turno, ma ripetendo il ballottaggio in tutte le 78 sezioni oltre ad avere una sorta di giudizio “di medio termine” sulla gestione Mascaro (che però tra Covid-19 e sospensione dovuta dal Tar ha sulla carta svolto un primo anno di gestione alquanto tribolato) si andrà anche ad accomunare campagna elettorale per le amministrative con quella per le regionali, ed i partiti tradizionali son tutti nell’ambito della minoranza per quanto riguarda i simboli sulle schede.

Scatterebbe poi anche una nuova competizione elettorale interna tra i consiglieri comunali, specie per coloro i quali si trovavano a poca distanza di voti nella classifica interna alla propria lista.

Composizioni diverse possibili a seconda del sindaco eletto

La maggioranza attualmente sospesa che appoggia Paolo Mascaro sindaco è composta dagli 8 più votati di Assieme con Mascaro (Saullo, Spinelli, Nicotera, Costantino, Caruso, Saladini, Rubino, Lorena) e 7 di Orgoglio Lamezia (Paradiso, Zaffina, Grandinetti, Pulice, D’Amico, Gatto, Mastroianni Davide).

In opposizione si trovavano Piccioni come candidato sindaco, Cittadino per Nuova Era e Villella per il Pd insieme al candidato a sindaco Guarascio nel centrosinistra. Dal centrodestra oltre a Pegna come sindaco non eletto alla carica di primo cittadino, Folino e Mastroianni Antonio per Forza Italia, Gallo e Gianturco per Fratelli d’Italia.

Scenario diverso nel caso in cui sia Ruggero Pegna sindaco seguendo i risultati del 2019: la maggioranza sarebbe così composta da 7 consiglieri di Fratelli d’Italia (Gallo, Gianturco, Mercurio, Fabiano, Vescio, Calidonna, Aiello), 6 di Forza Italia (Folino, Mastroianni Antonio, Africano, Alvino, Chirumbolo, De Ponto) e 2 Udc (Ruberto e Carino).

Immutata nella minoranza la formazione potenziale del centrosinistra, cambierebbero i 4 consiglieri che accompagnerebbero Paolo Mascaro in opposizione (Saullo e Spinelli per una lista, Paradiso e Zaffina per l’altra).

Gli ulteriori pronunciamenti attesi

Il Tribunale di Lamezia Terme si trova intanto anche a dover decidere sulla richiesta di Vincenzino Ruberto che reclama il posto occupato in aula come Udc da Ruggero Pegna, sebbene in consiglio comunale la richiesta di presunta incompatibilità non sia stata votata favorevolmente, ed in caso di esito positivo del ricorso e vittoria nel ballottaggio non è chiaro se si andrà incontro a nuove elezioni per richiesta di decadenza del sindaco (che per l’amministrazione comunale però non aveva cause di incompatibilità attive, ma in tal caso fino a nuove elezioni il consiglio e la giunta sarebbero in carica e le funzioni del sindaco svolte dal vicesindaco).

Scenario simile anche se a maggio il Consiglio di Stato accogliesse la richiesta dei legali del candidato 5 Stelle, Silvio Zizza, di annullare tutte le elezioni svolte nel novembre 2019 (richiesta che in primo grado era stata avanzato anche da Cristiano, il cui legale Chirumbolo potrebbe entrare in consiglio comunale con Pegna sindaco): in quel caso un nuovo consiglio comunale e sindaco potrebbero arrivare nella primavera 2022, essendo l’annullamento arrivato dopo il 24 febbraio (ma la pandemia in atto potrebbe mutare come già successo anche questo aspetto normativo).

Ogni rinvio del voto comporterebbe che anche il prossimo consiglio provinciale non avrà lametini.

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