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“Riattivare nel più breve tempo possibile i reparti di malattie infettive e microbiologia dell’ospedale Giovanni Paolo II”

Luigi de Magistris riprende l'appello del movimento Lamezia Bene Comune già bocciato dall'Asp

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Con la campagna elettorale che si allunga nei tempi, Luigi de Magistris riprende l’appello del movimento Lamezia Bene Comune chiedendo al commissario Longo e alla commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro di «riattivare nel più breve tempo possibile i reparti di malattie infettive e microbiologia dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme» reputando «inconcepibile che una realtà come quella del reparto di malattie infettive del nosocomio lametino non sia ancora attiva per dare risposte a un comprensorio di oltre 150.000 abitanti, in una posizione facilmente raggiungibile dall’intera area centrale della Calabria. C’è una contraddizione lampante rispetto al quale chiediamo risposte: se nel documento di riordino della rete ospedaliera approvato con decreto del commissario ad acta del 18 giugno scorso si dice espressamente che “presso il Presidio ospedaliero di Lamezia Terme insistono le Unità operative di malattie infettive e pneumologia”, quanto devono aspettare ancora i cittadini calabresi perché si arrivi all’attivazione di queste unità già esistenti? Dobbiamo aspettare la prossima pandemia?»

In realtà i problemi sono di tipo strutturale, poiché attualmente la struttura citata e supervisionata anche dai consiglieri comunali, non ha le strumentazioni ed il personale necessario, né l’Asp la cui situazione economica è sull’orlo del dissesto dichiarato a dicembre 2019 può procedere ad ulteriori assunzioni ed investimenti rispetto a quelli già previsti e dichiarati, con i posti letto riconvertiti per l’emergenza Covid ad oggi esistenti ma occupati solo in minima parte (3 i ricoveri attuali registrati ieri).

Attualmente non adeguato a livello strutturale e tecnico, sopralluogo mattutino per l’ex malattie infettive

Per De Magistris però il quadro sarebbe un altro, parlando di commissari straordinari dell’Asp di Catanzaro presenti nel sopralluogo effettuato insieme alla commissione comunale per la sanità, anche se quel giorno ad essere presenti erano solo i tecnici dell’Asp a smentire la tesi dei consiglieri che volevano come fattibile in breve termine in ritorno di un reparto non più previsto negli ospedali di tipo spoke.

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