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A 30 anni dalla scomparsa di Padre Giovanni Vercillo veglia di preghiera per ricordarlo

Il 25 marzo, alle 19.30 nella parrocchia di San Francesco di Paola in Lamezia

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Le montagne, l’acqua, la terra e il cielo sono concetti legati a Padre Giovanni Vercillo, il Frate Minimo che tra gli anni 70 e 80 ha svolto il suo ministero sacerdotale nel convento dei Minimi di Lamezia Terme e che proprio 30 anni fa, all’età di 46 anni, il 23 novembre 1990, concludeva la sua giornata terrena.

Questo frate, con l’odore delle pecore addosso, è stato un precursore dell’anticonformismo predicato e attuato oggi da Papa Francesco: la ricerca delle pecorelle fuori dal gregge, l’accoglienza degli ultimi, la gioia nella quotidiana convivenza, la profondità del suo pensiero e del suo agire, l’affetto disinteressato, la carica emotiva.

Il sogno di Padre Giovanni era quello di vedere una chiesa libera, povera e al servizio degli ultimi. Lui, combattente, figlio del Concilio Vaticano II, riteneva che la chiesa dovesse aprirsi con coraggio alle sfide del mondo. E nel suo ministero sacerdotale non ha fatto altro che mettere in pratica la Regola di San Francesco di Paola.

Ha vissuto gli ultimi mesi della sua vita nella sua stanza del convento a Paola, assistito amorevolmente dagli altri frati. Sulla sua porta c’era una frase che recitava “entrate con animo e volto sereno se potete”.

Il 25 marzo, alle 19.30 nella parrocchia di San Francesco di Paola in Lamezia (e con trasmissione online sulle pagine Facebook della Parrocchia San Francesco di Paola e San Pancrazio Padri Minimi e Santuario Regionale San Francesco di Paola) si terrà una veglia di preghiera, una riflessione e qualche testimonianza, il tutto accompagnato dagli scritti di Padre Giovanni.

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