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Dipendenti Carrefour davanti al Due Mari per chiedere rassicurazioni su presente e futuro lavorativo

I circa 400 dipendenti di poco meno 20 punti vendita senza stipendio ed ammortizzatori sociali da inizio anno

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Da realtà affermata a situazione in crisi, e per i poco meno di 20 punti vendita Carrefour in Calabria con circa 400 dipendenti ora si è aperta una situazione di limbo: senza stipendio ed ammortizzatori sociali da inizio anno, da quando i supermercati son tornati al gruppo Perri i dipendenti non hanno neanche risposte sulla linea aziendale presente, con diverse società a gestire i vari punti vendita a fare capo allo stesso amministratore.

Questa fase di incertezza ha influito anche sulla trattativa di passaggio con la società di Floriano Noto, che si è bloccata, mentre i dipendenti stanno chiedendo ora di vedersi riconosciuti almeno gli ammortizzatori sociali per poter riaprire le trattative di cessione con chi potrebbe essere interessato.

Si è arrivati così alla protesta davanti al centro commerciale Due Mari di questa mattina, altra situazione che tra restrizioni Covid e crisi economica potrebbe avere ulteriori criticità a breve.

A portare vicinanza ai lavoratori anche il sindaco di Maida, Salvatore Paone, con i carabinieri a sorvegliare la situazione e mediare l’incontro tra i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e la parte gestione dell’impresa.

Anche Lamezia Bene Comune si dichiara «vicini alle lavoratrici e ai lavoratori ex Carrefour e ci uniamo alla mobilitazione promossa oggi dalle forze sindacali di fronte il centro commerciale “Due Mari”. E’ un altro colpo durissimo sul fronte occupazionale per il nostro territorio» ricordando che «anche l’anno scorso, nel pieno della pandemia, non si sono fermate esponendosi in prima persona al rischio e di tanti padri di famiglia che per anni hanno lavorato nei diversi punti vendita con abnegazione e professionalità».

Si sposa quindi la richiesta dei sindacati «per chiedere subito l’attivazione di misure di sostegno al reddito e l’avvio di una trattativa per delineare una prospettiva per il futuro occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori. Non è possibile stare con le mani in mano mentre si portano avanti operazioni commerciali senza pensare alle conseguenze su oltre duecento operatrici e operatori. Si avvii prima possibile una trattativa coinvolgendo le istituzioni perché siano garantiti i diritti dei lavoratori».

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