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Piccioni critico sulla campagna vaccinale regionale e locale chiedendo cambiamenti organizzativi

La terna commissariale che guida l'Asp ha dato le indicazioni per l'hub vaccinale di Lamezia Terme nei giorni scorsi.

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«In un momento di emergenza, con una Calabria agli ultimi posti sulle vaccinazioni sia tra gli over 80 sia in termini assoluti, ci auguriamo non sia la solita passerella», lamenta Rosario Piccioni di Lamezia Bene Comune in merito all’arrivo in Calabria del commissario per l’emergenza covid, generale Francesco Paolo Figliuolo, e il capo del dipartimento di Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio.

«A chi rappresenta lo Stato, rilanciamo un messaggio chiaro: non possono esistere più italie nella tutela della salute delle persone. Per i cittadini calabresi l’art.32 della Costituzione deve aver valore come in qualsiasi altra regione d’Italia e, di fronte a una palese inefficienza e inadeguatezza dell’amministrazione regionale ormai balzata ai disonori delle cronache nazionali, è compito del governo nazionale farsi carico della tutela dei cittadini calabresi», contesta il consigliere comunale sospeso, ma a guidare la sanità regionale è proprio un nominato dal Governo, come spiega lo stesso Piccioni: «prendiamo atto delle direttive date ieri dal commissario Longo in merito alla categorie che posso accedere alle liste di riserva nelle vaccinazioni. Non devono restare solo sulla carta! In una situazione sanitaria come quella calabrese, non è umanamente tollerabile, come purtroppo già ci viene segnalato, che un diritto sacrosanto come quello a vaccinarsi sia calpestato dalle solite logiche “dell’amico dell’amico”, in sfregio a ogni regola e principio etico».

Si chiedono quindi «direttive chiare e soprattutto si vigili perché vengano rispettate le indicazioni del ministero della salute sulle priorità delle vaccinazioni, sia per quanto riguarda le somministrazioni normali sia per quanto riguarda le dosi avanzate che non possono essere date al più furbo che riesce a infilarsi prima», ambito che riguarderà però in concreto direttamente chi sarà a gestire le vaccinazioni, quindi le varie diramazioni delle aziende sanitarie.

Sottolineate le indicazioni, si chiedono già deroghe subito dopo, sostenendo che «i punti di vaccinazione riconosciuti, a partire per fare un esempio da quello dell’Ospedale di Lamezia Terme, devono prima portare a termine la vaccinazione proprio di over 80 e soggetti fragili. Così come chiediamo al commissario Longo che la campagna di vaccinazione sul territorio avvenga in condizioni “normali”, come sta avvenendo in tutte le regioni italiane e in tutti i centri vaccinali. Sono inaccettabili le immagini delle lunghe file di cittadini all’ospedale di Lamezia in attesa della vaccinazione, tra gente costretta ad aspettare in piedi e, da quanto ci viene segnalato, addirittura senza neppure la dovuta vigilanza nel quarto d’ora/venti minuti successivi alla somministrazione. Certamente medici e infermieri stanno portando avanti un lavoro impagabile e qualificato, ma è chiaro che, oltre alle carenze di personale, c’è un limite di organizzazione rispetto al quale il commissario Longo, il generale Figliuolo e il capo della PC Curcio devono dare risposte ai cittadini calabresi che hanno diritto a una gestione “civile” della campagna di vaccinazione».

Ma l’organizzazione rimane sempre delle aziende sanitarie, e la terna commissariale che guida l’Asp ha dato le indicazioni per l’hub vaccinale di Lamezia Terme nei giorni scorsi.

A regime ogni settimana 7296 somministrazioni di vaccino negli ambulatori dell’ospedale lametino, in arrivo 5 infermieri

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