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Dopo De Magistris anche Tansi visita l’ospedale di Lamezia Terme lamentando troppe criticità

"Drastica riduzione posti letto e mancata assunzione personale"

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“Visita molto proficua a Lamezia a fini conoscitivi di una realtà locale fondamentale, ma in forte crisi, come l’ospedale per Carlo Tansi. Ad attendere il leader di Tesoro Calabria nella città della Piana, la candidata alle prossime regionali nelle fila dello stesso movimento civico Rosella Cerra. Entrambi, nel corso di una diretta Facebook tenuta come al solito da Tansi in giro per il territorio calabrese hanno rimarcato le varie criticità che accomunano tutte le strutture ospedaliere pubbliche della regione”. Lo riferisce un comunicato di Tesoro Calabria, mentre già in precedenza davanti al “Giovanni Paolo II” anche il candidato governatore De Magistris aveva effettuato medesima visita a favore di diretta streaming.

“Riguardo a Lamezia, hanno messo in rilievo come, dopo i pessimi provvedimenti adottati nel periodo del governatorato di Giuseppe Scopelliti – è detto nel comunicato – negli ultimi anni si sia verificata una drastica riduzione dei posti letto, addirittura da 600 a 200 e dunque un taglio pari a due terzi del numero totale, pur a fronte di un bacino d’utenza di circa 180.000 abitanti. A ciò va ad aggiungersi la chiusura di vari reparti come Malattie infettive, Microbiologia e Dermatologia, considerati eccellenze nel panorama calabrese, ma pure Neonatologia e Terapia intensiva neonatale. Senza contare il ridimensionamento di altre Unità operative quali Anatomia patologica e il Centro trasfusionale. Tra i punti positivi, permane il polo di Neurogenetica di chiara fama della professoressa Amalia Bruni che, tuttavia, deve ciclicamente lottare, malgrado sembri un paradosso, per non chiudere”. Struttura che però, per decreto nazionale, dovrebbe passare prima sotto la gestione del Mater Domini e poi su un altro ente nazionale, ma che ancora nel 2020 gravita sul bilancio dell’Asp di Catanzaro.

“Fra i partecipanti all’iniziativa, il rappresentante della Cgil Rappoccio che ha spiegato – riporta ancora il comunicato – come la mancata assunzione di personale e adeguata strumentazione non consentano la piena esplicazione del diritto alla salute. Stesso dicasi per l’unica ambulanza in attività, che non copre di certo il fabbisogno di un così ampio territorio. Anzi, lo lascia semmai sguarnito di un fondamentale presidio. È stata poi la volta di Marinaro dell’associazione Malati Cronici, che ha rimarcato come allo stato attuale sia complesso accedere anche al Pronto soccorso e difetti, per ovvi motivi legati all’impatto del Covid, un’adeguata attenzione riservata a lungodegenti e disabili, indirettamente molto danneggiati dal Coronavirus. Basti pensare, a tal proposito, alla statistica snocciolata da Cerra sulla diminuzione in regione del 70% delle prestazioni ordinarie dopo il dilagare della pandemia, che ha anche sottolineato il rilievo dei consultori familiari e delle figure degli psicologi nella prevenzione, diagnosi e cura, facendo eco alle oltre 80 associazioni che attraverso una lettera ai commissari delle Asp hanno chiesto il rilancio dei consultori negli atti aziendali”.

“Senza dimenticare – riporta ancora la nota – l’istanza sull’implementazione di Neuropsicoterapia infantile, lasciata al minimo delle potenzialità con una sola neuropsichiatra e una neuropsicomotricista a disposizione di circa 1.500 famiglie con bambini che necessitano di un’assistenza particolare. A margine della diretta social Tansi e Cerra hanno tenuto una breve riunione con un gruppo di operatori sanitari per discutere alcune tematiche legate al nuovo Atto aziendale presentato dall’Asp di Catanzaro”.

In tema sanità, però, l’Asp di Catanzaro sarà commissariata ancora fino a settembre, con un piano del fabbisogno del personale triennale già deliberato, mentre il settore regionale rimarrà commissariato per almeno altri 2 anni.

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