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La Cooperativa Malgrado Tutto ricusa il sorteggio per la manutenzione della rotatoria tra via Scarpino e via del Progresso

Si chiede al Comune di modificare l'avviso pubblico emanato a luglio in alcune sue parti

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La Cooperativa Malgrado Tutto ricusa l’ipotesi dell’assegnazione della manutenzione della rotatoria tra via Scarpino e via del Progresso, accusando che «qualcuno del settore “verde pubblico” del comune di Lamezia Terme ha inteso mettere a sorteggio la rotatoria alla fine di via Scarpino dove da oltre 3 anni insiste un bellissimo Cristo, ormai simbolo e passione per questa città. Rotatoria che è stata chiesta ufficialmente per la pulizia costante e professionale da parte delle nostre maestranze che ne hanno cura meticolosa, ma sopra tutto senza aggiungere ulteriori pubblicità di nessun genere».

Il Comune cerca sponsor privati per la manutenzione di aree verdi che sarebbero già assegnate nell’appalto che scadrà nel 2021

L’avviso pubblico emanato a luglio prevedeva diverse scadenze temporali, permettendo ad ogni richiedente di avanzare una o più proposte entro la fine di ogni mese nell’arco temporale di un anno, ma i risultati delle prime domande son arrivati solo nei mesi successivi con una prima metà di valutazioni sulle 18 proposte giunte approvata il 16 novembre, una seconda il 16 marzo con la scelta di andare ad estrazione nei 3 casi dove sullo stesso spazio verde insistano più domande per la manutenzione triennale (nel caso citato dalla Malgrado Tutto, la cui richiesta è del 28 luglio, l’altra proponente è la Fontana della Salute di Decollatura la cui richiesta è stata protocollata il 3 agosto).

Su questa seconda valutazione interviene la Malgrado Tutto, lamentando che sia «strano che le procedure semplici e propositive per l’assegnazione di “rotatorie” debbano subire logiche di mercato, e senza rispettare tempi e modi di presentazione delle domandine, anche perché quello che ci si aspetta è il rispetto per bene comune di questa città».

Nello specifico si chiede «che vengano rispettate le priorità della presentazione delle domandine; che venga rivista questa logica “spartitoria” delle rotatorie intese come profitto pubblicitario e non come bene comune di bellezza e decoro; che le rotatorie da assegnare non siano più’ di una a soggetto».

Richieste che in qualche caso però vanno a contestare le impostazioni stesse dell’avviso pubblico, che non vieta la gestione di più spazi verdi, e che prevede espressamente lo scambio tra uso pubblicitario minimo e manutenzione dello spazio che rimane pubblico.

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