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“È possibile che la Sanità pubblica non rifornisca adeguatamente le scuole dei test antigenici rapidi per effettuare un pronto monitoraggio dei contagi?”

Giancarlo Nicotera porta il caso di una scuola in cui gli screening si sono fermati per assenza di test

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«È possibile che la Sanità pubblica non rifornisca adeguatamente le scuole dei test antigenici rapidi per effettuare un pronto monitoraggio dei contagi?», chiede il consigliere comunale sospeso Giancarlo Nicotera in una lettera inviata ai vari responsabili della sanità, partendo dal Ministro Speranza a finire alla terna commissariale che guida l’Asp di Catanzaro, lamentando i tempi di una positività riscontrata nel genitore di un alunno di una scuola primaria: «oltre 20 giorni fa, effettuando un tampone antigenico rapido, un genitore é risultato positivo al Covid 19, per cui ha immediatamente avvisato la Dirigenza della Scuola ed assieme al suo nucleo familiare, in attesa del tampone molecolare, si è posto, responsabilmente, in isolamento fiduciario. Sino all’esito dei tamponi molecolari, risultati positivi, tutte le famiglie degli altri alunni sono rimaste in trepidante attesa. Dopo 4 giorni, l’intera classe é stata messa in DAD. Era previsto uno screening tramite i tamponi antigenici rapidi per i bambini della classe, ma il giorno fissato non sono stati fatti perché la Scuola non ne aveva più».

Si lamenta che «non si può imporre ai genitori di mandare i ragazzi a scuola e poi si lasciano intere famiglie in balia di se stesse. Non possono esistere scuole attrezzate e scuole no. Non si può pensare di non approntare seriamente un opportuno monitoraggio, anche e soprattutto nelle scuole, per contenere al meglio la propagazione del virus. Ebbene, dopo la Santa Pasqua i ragazzi torneranno in classe ma, a parere di chi scrive, non con le opportune e dovute garanzie».

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