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“Riaprire in sicurezza si può e si deve. A partire dalla metà di aprile, se i dati scientifici lo consentono”

I dati però in Calabria non permettono un ritorno a zone diverse dall'attuale rossa

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«Le proteste dei commercianti a Lamezia, legittime e vibrate ma sempre composte, sono un segnale chiaro e inequivocabile. La gente non ce la fa più. Le donne e gli uomini che protestano non chiedono lavoro, ma possibilità di lavorare. Per questo insistiamo: riaprire in sicurezza si può e si deve. A partire dalla metà di aprile, se i dati scientifici lo consentono. Non è una questione di destra o di sinistra, ma di saggezza. La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro. E se siamo al governo Draghi, è per non ripetere i disastri del governo Conte» sostiene il deputato della Lega Domenico Furgiuele.

I dati però in Calabria non permettono un ritorno a zone diverse dall’attuale rossa, ed a Lamezia Terme la maggioranza dei venditori ambulanti rientra tra le categorie ammesse ai mercati rionali attualmente aperti.

E’ ulteriormente peggiorato in Calabria, nella settimana che va dal 31 marzo al 6 aprile, l’indicatore relativo ai “Casi attualmente positivi per 100.000 abitanti” che si è fermato a 607. Lo rileva il monitoraggio settimanale elaborato dalla Fondazione Gimbe attraverso l’analisi legata ai parametri dell’andamento dell’epidemia, delle forniture e della somministrazioni dei vaccini.

Oltre la soglia di saturazione, nello stesso periodo di tempo, i posti letto in area medica occupati al 47% della capacità, da pazienti affetti da Covid-19. I posti di terapia intensiva, riservati ai pazienti più gravi e con maggiori difficoltà sono occupati al 24%, ancora al di sotto della soglia di saturazione.

Per quanto concerne la vaccinazione, la percentuale di popolazione calabrese che ha completato il ciclo è pari al 5,6% (Media Italia 6%); per categorie quella degli over80 che ha completato il ciclo vaccinale è pari al 32,7% (Media Italia 36,8%); mentre tra i 70-79enni ha completato il ciclo vaccinale il 3,7% del totale, percentuale più alta del Paese dove la media nazionale si attesta sul 2,2%.

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