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Stato di agitazione dei dipendenti dell’azienda Eurospin, da venerdì flash mob davanti ai supermercati

Le contestazioni dei sindacati basate sui protocolli Covid ed i trasferimenti tra punti vendita

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    Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil della Calabria proclamano lo stato di agitazione dei dipendenti dell’azienda Eurospin Sicilia spa e attraverso flash-mob che si terranno nel mese di aprile a partire da venerdì davanti i vari supermercati sparsi per la Calabria denunceranno «la condizione di chi per poter vivere non solo deve lavorare ma, secondo certe aziende, rinunciare alla propria dignità».

    Si contesta infatti che «il gruppo Eurospin spa continua nelle sue pratiche di gestione dei propri punti vendita che come più volte denunciato minano alla salute e sicurezza dei dipendenti e dei dipendenti in piena Pandemia. L’unica azienda commerciale a non rispettare i Protocolli Nazionali – che il Governo ha sottoscritto insieme alle parti sociali e che ha recentemente rafforzato e aggiornato affiancandoli al piano di vaccinazione – e a non aver costituto i comitati aziendali per la prevenzione del Covid-19».

    Nello specifico si ritiene che «continua a far finta di nulla, nonostante denunce e sollecitazioni arrivate dalle Organizzazioni Sindacali, ed insiste nell’imporre ai lavoratori ed alle lavoratrici di sostituirsi agli obblighi aziendali come la pulizia e la sanificazione degli ambienti. Inoltre, nelle poche interlocuzioni avute, l’azienda non ha mai risposto alle istanze poste dalle Organizzazioni Sindacali mantenendo un atteggiamento evasivo anche di fronte ad evidenti violazioni contrattuali e di legge».

    Criticità già evidenziata è quella «dei trasferimenti selvaggi, adottati da Eurospin, fa sì che chi lavora nei punti vendita calabresi si trovi a vivere un vero e proprio calvario; l’azienda costringe lavoratori e lavoratrici part-time a lavorare in supermercati molto distanti dalla propria residenza e con turni che impediscono di poter vivere dignitosamente la propria vita fuori dal luogo di lavoro. Ci sono casi crescenti di lavoratrici e lavoratori che si costringono a dormire in macchina, per poter risparmiare e mettere da parte il necessario per vivere. Una situazione questa non più accettabile e se dalle Istituzioni e dagli organismi ispettivi interessati non sono arrivati segnali di interessamento, le Organizzazioni Sindacali non intendono più tollerare condizioni di tale gravità che umiliano e mettono in pericolo le lavoratrici ed i lavoratori».

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