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Aumentare i punti vaccinali lametini e risolvere la vertenza 118, Reale chiede l’impegno di associazioni e partiti

Nell'analisi si rimarca il punto di stallo tra commissariamenti a vari livelli

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Rivolgendosi ad associazioni e partiti, Italo Reale torna a lamentarsi della campagna vaccinale, reputando che «anche stamane la Calabria è l’ultima Regione d’Italia per capacità di somministrare i vaccini ed ha 150.000 dosi in frigorifero. Guardando poi a Lamezia la situazione rispecchia fedelmente questo dato con l’aggravante di una notevole mobilità, imposta, a chi è chiamato alla vaccinazione. Amici sono stati spediti a Vibo, a Catanzaro Lido, a Taurianova ecc, ed ovviamente, responsabilmente, sono andati», se non fosse che la piattaforma online fa scegliere la sede in cui vaccinarsi, a seconda della disponibilità, e tra le mete figura anche l’ospedale di Lamezia Terme.

Sulla città della piana Reale si sofferma: «il diritto di contestare le elezioni ha avuto come conseguenza (non voluta) l’assenza di un Sindaco e di una amministrazione eletta in un momento difficile, e questa situazione si sta protraendo da diverso tempo e, speriamo senza ulteriori intoppi, sicuramente sino ad ottobre», reputando così improbabile che il Consiglio di Stato a maggio riabiliti l’amministrazione Mascaro sospesa, mentre l’attuale terna commissariale in via Perugini non ha mai espresso pubblicamente l’intenzione di emulare la disponibilità di altre amministrazioni comunali del lametino a fornire immobili pubblici come punti vaccinali.

«Situazione simile in Consiglio Regionale che dovrebbe affiancarsi, per la sanità, ad un Commissario Governativo, francamente inadeguato, come d’altra parte il Presidente della Giunta Regionale», reputa Reale, sostenendo che «la nostra città non abbia un luogo per le vaccinazioni (accanto all’Ospedale) che possa rispondere positivamente ai numeri della città e del comprensorio. Soprattutto se sia possibile mettere a disposizione dei medici di famiglia una struttura in grado di consentirgli di vaccinare i propri assistiti».

Si allarga ufficialmente il numero di punti vaccinali all’interno dell’Asp di Catanzaro con quelli territoriali

Accanto al “Giovanni Paolo II” esiste già il punto vaccinale dell’ex ospedale sul colle Sant’Antonio, e nei vari protocolli firmati tra Asp di Catanzaro ed organizzazioni di categoria son delineati gli aspetti di collaborazione tra medici di base ed azienda ospedaliera.

«Chiederei quindi a tutti, con la compostezza che la situazione impone, di verificare questa ipotesi dal momento che, quando i medici di famiglia sono stati in grado, i risultati si sono visti e sono molti buoni» constata Reale, «appare sempre più improbabile che la pandemia si consumi mentre l’ipotesi più probabile è una ripetizione annuale. Questo potrebbe voler dire che agli inizi dell’inverno sarà necessario un nuovo richiamo».

Altro aspetto è quello del 118, chiedendo all’Asp «un parere autorevole per risolvere la controversia con i medici, o proceda con un accordo sindacale, per non far viaggiare le ambulanze senza questo personale», altro aspetto su cui la terna commissariale già si è esposta.

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