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Dialogo in ottica elettorale tra Pd e Movimento 5 Stelle, critiche al progetto “Lamezia Spazio Generazione 2021”

Alla luce di un incontro online tenutosi ieri si lamenta la proposta da 98.887.005,59 euro tra centri storici e costa

Con un consigliere comunale in 2 (più il candidato a sindaco Guarascio) nell’attuale amministrazione sospesa, comunicato congiunto del Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico di Lamezia Terme che guarda già alle prossime elezioni amministrative, i cui tempi e modi dipenderanno dalla sentenza del consiglio di Stato del 18 maggio.

Alla luce di un incontro online tenutosi ieri alla presenza dei deputati Giuseppe d’Ippolito ed Antonio Viscomi, il coordinatore cittadino Franco Lucia, il segretario della federazione Gianluca Cuda per il PD e i due co-organizer Matteo Materazzo e Giuseppe Nicolazzo per il MeetUp Lamezia 5 Stelle, i due soggetti politici criticano anche l’attuale gestione commissariale, ma non per i ritardi sull’approvazione degli strumenti contabili (bilancio di previsione e consuntivo dovrebbero essere approvati entro fine mese), ma per la «partecipazione al bando per l’assegnazione di 100 milioni di euro da destinare ai piani di rigenerazione urbana che, allo stato, è priva di riferimenti al necessario e preliminare dibattito politico sull’idea di città che l’amministrazione Mascaro non ha mai saputo attivare». Contestazioni che giungono a quasi un mese dall’approvazione della proposta lametina, arrivata nell’ultimo giorno utile per altro per partecipare al bando, richiamando il piano strategico del 2009.

Lamezia Spazio Generazione 2021, riqualificazione urbana da 98.887.005,59 euro tra centri storici e costa

Dal piano locale si passa poi a quello regionale, altro campo in cui le elezioni dovrebbero tenersi dopo l’estate: «manca una programmazione, cui i commissari possano far riferimento e confrontarsi anche a livello regionale, sulle sorti del presidio sanitario di Lamezia Terme, sullo sviluppo della medicina territoriale in periodo di pandemia, sul sostegno alle attività economiche e al lavoro che escono piegate dal lungo periodo dell’emergenza sanitaria, sui temi dell’ambiente in cui la città è stata costretta a subire protagonismi criminali ed anche politici esterni sul proprio territorio, sulle politiche culturali e sulla necessità di rivitalizzare il più ampio coinvolgimento dell’associazionismo cittadino, sulla disabilità e sul ruolo delle partecipate».

Per PD e M5S «la crisi della politica nella città non è irreversibile, a condizione che si superino le inettitudini e superficialità del passato e si inizi a pensare a costruire la città dei prossimi 20-30 anni in una cornice di etica e legalità».