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“Una richiesta di luce su una vicenda che, dopo 30 anni, non ha visto identificati né autori, né mandanti” foto

Dovevano essere 30 le candele per ricordare il trentennale dell'uccisione di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, ma sono state molte di più

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Dovevano essere 30 le candele per ricordare il trentennale dell’uccisione di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, ma sono state molte di più quelle bianche portate dai cittadini sul luogo della strage, messe lì anche da diversi bambini per essere accese.

“Una miriade di fiammelle – ha riflettuto Giancarlo Nicotera, presente insieme a Paolo Mascaro, Pino Zaffina e Rosy Rubino tra gli amministratori attualmente sospesi – accese nel buio, queste del 23 maggio, proprio a simboleggiare quella richiesta di luce su una vicenda che, dopo trenta anni, non ha visto identificati né autori, né mandanti”.

Diverse generazioni assieme, quasi a volersi passare un testimone nella ricerca della verità, ma anche nell’esigere la vittoria della legalità e della speranza. Umberto, Raffaele, Lorenzo, Francesco, Matteo, Christian, Vincenzo, Letizia, Felice e Francesca, bambini lametini, accendendo le candele, hanno ricordato le parole e gli insegnamenti di Giovanni Falcone appresi a scuola, nell’anniversario della strage di Capaci del magistrato, della moglie Francesca Morvillo e della scorta, chiedendo nel contempo verità e giustizia per Pasquale e Francesco.

 

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