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Corsi serali tagliati in provincia contestati anche dal Nuovo Cdu

Si contesta la scelta dell’Ufficio Scolastico Regionale, ma rimane il problema del personale scolastico e docente venuto a mancare.

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A distanza di qualche tempo dalla notizia riportata da alcuni organi di stampa, anche il Nuovo Cdu si espone contro il taglio dei corsi serali per mancanza di personale all’interno di alcune scuole lametine.

«Purtroppo questo avviene sia all’Ipssar “Einaudi” di Lamezia Terme, sia all’Ita “Vittorio Emanuele” di Catanzaro e di Gizzeria, sia all’IIS Petrucci di Catanzaro e persino alle sezioni del carcere di Siano, solo per fare qualche esempio. Dall’alberghiero al socio sanitario, dall’agrario al geometra» commentano il coordinatore cittadino ed il presidente cittadino del Nuovo Cdu, Giancarlo e Giuseppe Muraca, «a tutte queste scuole sono iscritti e frequentano (come noi abbiamo potuto verificare personalmente e facilmente) centinaia di alunni di diversa età che, con tanti sacrifici e fatica, alcuni dopo aver interrotto gli studi, si sono rimessi in gioco, ma non certo per giocare, e spesso non solo per cultura, ma per darsi un’occasione di lavoro, di vita e a volte anche di sopravvivenza. Oggi il mondo del lavoro richiede almeno il diploma di scuola superiore e non si può rimanere senza».

Si ricorda che i corsi serali per lavoratori sono «così raggruppati: primo e secondo anno in un primo periodo, terzo e quarto anno in un secondo periodo e quinto anno in un terzo periodo. Non concedere alla scuola l’apertura del primo o del secondo periodo, con tantissimi iscritti, pregiudica certamente la formazione anche del quinto anno. Un po’ come se in una scuola superiore non si concedesse l’apertura della seconda o della quarta classe. Come farebbero gli alunni a proseguire il percorso scolastico già intrapreso? A chi ha frequentato quest’anno il primo periodo viene bruscamente bloccato il percorso scolastico e i sacrifici e gli studi fatti vengono buttati alle ortiche. Dobbiamo ancora precisare che gli utenti di questi corsi scolastici, si sono iscritti e partecipano attivamente in piena consapevolezza perché hanno fatto una precisa scelta, motivata e quasi obbligata, per la ricerca o il mantenimento di un lavoro».

Si contesta così la scelta dell’Ufficio Scolastico Regionale, ma rimane il problema del personale scolastico e docente venuto a mancare.

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