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Autentificatori per la raccolta firme sull’eutanasia legale ricercasi anche a Lamezia Terme

In tutta Italia servono 500.000 firme entro il 30 settembre

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Nei giorni scorsi un gruppo di costituzionalisti e costituzionaliste dell’Unical ha sottoscritto un appello a sostegno del Referendum sull’Eutanasia Legale promosso dall’Associazione Luca Coscioni.

Il quesito referendario chiede che venga abrogata una parte dell’art. 579 del Codice Penale al fine di introdurre in Italia la possibilità di poter ricorrere, nei casi definiti dalla legge e dietro richiesta della persona interessata, all’eutanasia legale.

«Dopo anni di silenzio del Parlamento – nonostante la legge di iniziativa popolare sottoscritta dal 2013 da più di 140.000 persone, nonostante due sentenze della Corte Costituzione e nonostante tutti i casi, da DJ Fabo a Davide Trentini», spiega l’Associazione Luca Coscioni, «si è deciso di avviare una campagna referendaria: servono 500.000 firme entro il 30 settembre».

Anche a Lamezia Terme referenti locali stanno cercando di organizzare banchetti per raccogliere le firme, ma sorge il nodo degli incaricati ad autentificare. Possono ricoprire tale ruolo: gli avvocati, i notai, i giudici di pace, i cancellieri e i collaboratori delle cancellerie delle corti di appello dei tribunali e delle preture, i segretari delle procure della Repubblica, i presidenti delle province, i sindaci metropolitani, i sindaci, gli assessori comunali e provinciali, i componenti della conferenza metropolitana, i presidenti dei consigli comunali e provinciali, i presidenti e i vice presidenti dei consigli circoscrizionali, i segretari comunali e provinciali e i funzionari incaricati dal sindaco e dal presidente della provincia, i consiglieri provinciali, i consiglieri metropolitani e i consiglieri comunali.

Una conseguenza quindi in più dell’attuale sospensione degli organi di indirizzo politico per la città delle terme.

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