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Azione di classe dall’Unione Nazionale Consumatori ipotizzata per i disservizi idrici lametini

Interruzione dovuta alle continue riparazioni del Serbatoio Sambuco di Lamezia Terme

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L’Unione Nazionale Consumatori – Delegazione di Lamezia Terme lancia un’azione di classe contro la Multiservizi di Lamezia Terme e Sorical spa, invitando tutti gli utenti interessati alla problematica sull’interruzione del servizio idrico, dovuta alle continue riparazioni del Serbatoio Sambuco di Lamezia Terme, a compilare l’apposito modulo.

Si propone di «far valere il diritto della continuità dell’acqua potabile, prevedendo la richiesta di un risarcimento del danno. Per una procedura corretta, pertanto saranno preliminarmente contestate le fatture inviate dal gestore nei periodi in cui il disservizio si è manifestato, inoltrando a mezzo pec, lettera raccomandata o a mani presso lo sportello dell’Unione, una comunicazione».

Si reputa che «l’aspetto principale è quello derivante dal grave pregiudizio, per l’interruzione del servizio idrico dell’acqua, a causa delle continue riparazioni alle rotture delle tubature collegate al Serbatoio Sambuco, corrente in Lamezia Terme nella zona di Sambiase, sia per coloro che hanno dovuto installare le autoclavi (acqua stagnante in contenitori di plastica esposti spesso al sole), sia per coloro che dopo le interruzioni ricevono acqua sporca sicché prudentemente non utilizzano l’acqua fornita dalla Multiservizi né per cucinare, né per bere. Oltre a questo, è stato osservato da più parti che i contatori girano a vuoto a causa di immissione d’aria dovuta alle continue manovre del gestore per come dichiarano molti degli utenti che accrescono certamente in maniera falsata i consumi e quindi i costi (non dovuti)».

Nel reclamo anche «la brevità dei tempi di preavviso per le interruzioni programmate, di solito di poche ore precedenti le stesse e molto più spesso in passato non preavvertite affatto né coerenti con gli orari dati, oltre alla voce relativa alla prolungata durata delle interruzioni di fornitura che non permette ormai più agli utenti di organizzare la propria vita sulla presenza o meno di acqua in casa, né di far fronte ai bisogni primari ed essenziali dell’individuo con una lesione indiscutibile dei diritti costituzionalmente garantiti. Ancora, figurano nelle ultime fatture voci relative a partite pregresse di non specificata natura».

Una class action che però avrà tempi non certi, invitando «ad inoltrare i reclami oltre che al gestore, anche al Comune di riferimento e qualora questi ultimi non daranno riscontro, si procederà dinanzi l’A.G. competente per materia. Infine, preghiamo tutti di farci pervenire l’adesione all’indirizzo unc.lameziaterme@gmail.com, al fine di implementare la banca dati già in nostro possesso».

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