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“Attrezzarsi per attivare immediatamente le attività di tracciamento, qualora in una o più classi dovessero accertarsi dei casi di positività”

Rosario Piccioni sollecita un tavolo di confronto al Comune con Asp e dirigenti scolastici, e Provincia sui trasporti, prima della ripresa della scuola

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«In attesa delle linee guida definitive della conferenza Stato – Regioni che dovrebbero uscire a breve, se già non lo si è fatto, chiedo ai commissari straordinari di convocare un tavolo che metta insieme i dirigenti scolastici, i rappresentanti del dipartimento di prevenzione dell’Asp, i rappresentanti delle famiglie», dichiara Rosario Piccioni in vista dell’apertura dell’anno scolastico prevista per settembre.

Ricordando le analisi e le proposte venute fuori lo scorso anno dal comitato “Scuola in sicurezza”, si reputa che «non sono mancati lo scorso anno i momenti di grave criticità, con tante scuole chiuse e classi in quarantena, ma i genitori del comitato, con un atteggiamento responsabile e costruttivo, hanno tenuto alta l’attenzione su quella che deve essere la priorità assoluta di una comunità: salvaguardare ad ogni costo la salute dei nostri figli». A mancare in realtà sono mancati i grossi focolai, e le ordinanze di chiusura per lunghi periodi di interi istituti.

Piccioni stesso ammette che «sicuramente arriveranno regole nuove dal governo e dalle Regioni, ma è bene che la commissione straordinaria, interloquendo con gli altri soggetti istituzionali, cominci subito a preparare la macchina organizzativa, considerando il fatto che i commissari, tra le elezioni parziali, ballottaggio e tempi di insediamento, dovranno coordinare il nuovo anno scolastico indicativamente fino a tutto ottobre».

Si ripartirà in presenza, e secondo il consigliere comunale «le scuole lametine dovranno farlo in condizioni di massima sicurezza. Questo significa attrezzarci ora per essere in grado di attivare immediatamente le attività di tracciamento, qualora in una o più classi dovessero accertarsi dei casi di positività. Questo significa avere a disposizione tamponi in tutte le scuole, gli operatori sanitari necessari, un collegamento immediato tra le scuole e il dipartimento di prevenzione. E’ l’unico metodo – come l’esperienza dello scorso anno ci ha insegnato – per arginare sul nascere eventuali focolai, isolare i casi positivi, consentire la ripresa dell’attività scolastica in presenza dopo i tempi necessari. E’ una macchina organizzativa che in alcune scuole ha funzionato lo scorso anno, ma non possiamo far ricadere tutto il peso sui dirigenti, i docenti e gli operatori scolastici».

Si aggiunge poi la richiesta di «un’interlocuzione dei commissari a livello provinciale sul tema dei trasporti. A Lamezia ogni giorno vengono studenti dalle scuole superiori di diversi comuni dell’hinterland lametino: è palese che con una sola corsa di andata e una di ritorno, sui mezzi di trasporto tutto si può garantire meno che il distanziamento tra gli studenti. Non tutti possono permettersi di venire con un mezzo privato. Ma quando si parla di scuola e di salute, si sta parlando di diritti costituzionali e non possiamo permetterci di creare delle inaccettabili condizioni di discriminazione».

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