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Al dibattito sulla situazione del mare si iscrive un nuovo gruppo di sigle del lametino

Si chiede una presa di coscienza alla politica regionale e alla cittadinanza

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Anche nell’estate 2021 si discute in merito alla situazione del mare in Calabria, e non fa eccezione il lametino.

Si ricorda che «il 2 agosto scorso il depuratore consortile di Lamezia Terme è stato sottoposto a sequestro da parte della Procura di Lamezia Terme, in seguito a ripetuti fenomeni di sversamento di reflui non depurati e fanghi nel torrente Turrina, che riceve le acque in uscita dall’impianto. Tale sequestro rientra nelle operazioni di un gruppo interforze voluto dalle procure di Lamezia Terme e di Vibo Valentia per fare luce sulle cause del grave fenomeno di inquinamento marino, osservato con senso di impotenza dai cittadini, che interessa il Golfo di Sant’Eufemia da almeno tre decenni».

Si sostiene che «il problema dell’inquinamento del mare nel Golfo di Sant’Eufemia torna ogni anno alla ribalta delle cronache nel periodo estivo, quando provoca forte rabbia e frustrazione nei bagnanti, spesso rientrati da lontano nelle proprie zone di origine per le vacanze, che si trovano nella impossibilità di godere del proprio mare per fare il bagno. Questa gravissima situazione, che di fatto sta provocando, anno dopo anno, ingenti danni all’economia turistica di tutta la fascia costiera che si affaccia sul Golfo, non ha tuttavia finora suscitato reazioni e iniziative di rilievo da parte degli enti preposti alla tutela del territorio. Anzi, i cittadini che hanno denunciato il fenomeno si sono spesso ritrovati oggetto di derisione da parte di incauti amministratori che, forti delle risultanze delle analisi effettuate dall’Arpacal, sostenevano l’assoluta salubrità e balneabilità del mare, nonostante gli evidenti segni di inquinamento delle acque».

Il problema nel dibattito è quello che si dipana tra il concetto di inquinamento, di mare sporco, di proliferazione delle alghe, ed affini.

Al dibattito si iscrive così un nuovo gruppo di sigle composto da Costa Nostra, Legambiente Circolo di Lamezia Terme, Marevivo Lamezia Terme, Lamezia Rifiuti Zero, WWF Calabria, Plastic Free Lamezia Terme, Plastic Free Gizzeria, Lipu Calabria, Vitambiente Circolo di Lamezia Terme, Slowfood Lamezia Terme, Comitato Ginepri Comprensorio della Costa Lametina, Associazione Logos & Polis Lamezia Terme, il quale rammenta che «la Calabria, che non ha le grosse problematiche di inquinamento tipiche delle zone più industrializzate, piange essenzialmente i danni di una inadeguata depurazione delle acque e di uno scarso controllo territoriale, dovuti alla cattiva amministrazione dei territori. La regione non è affatto priva delle competenze tecniche che possano contribuire a risolvere il problema dell’inquinamento marino, che diventa sempre più grave e complesso in assenza di azioni di contrasto».

Si chiede quindi una presa di coscienza alla politica regionale, invitando «tutti i cittadini e le associazioni del territorio a rendersi parte attiva in un processo di radicale cambiamento culturale, abbandonando indifferenza e lamentela per trasformarle in impegno determinato e responsabile per il bene comune». Anche perché poi gli scarichi abusivi, gli illeciti industriali ed agricoli, i rifiuti non smaltiti correttamente son generati da cittadini e non dalle istituzioni.

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