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Sui recapiti in ritardo della Tari chiede delucidazioni Piccioni ad un mese dalle indicazioni date dal Comune

"A due mesi dalla prima scadenza di luglio e passata anche la scadenza prevista per agosto, i cittadini non si sono ancora visti recapitare gli avvisi di pagamento"

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Anche Rosario Piccioni di Lamezia BeneComune segue le lamentele social sui recapiti Tari che stanno arrivando in ritardo, aspetto che era già avvenuto negli anni passati.

«È inconcepibile quanto denunciato da tantissime famiglie e cittadini residenti in particolare nel centro storico e in altri quartieri della nostra città per il pagamento della Tari. A due mesi dalla prima scadenza di luglio e passata anche la scadenza prevista per agosto, i cittadini non si sono ancora visti recapitare gli avvisi di pagamento», lamenta il consigliere comunale il 3 settembre (quindi un mese dopo la prima scadenza, 3 giorni dopo la seconda), «è chiaro che disservizi e ritardi dovute a mancanze del Comune e a carenze del servizio, non possono e non devono assolutamente essere pagati dai cittadini. Le famiglie interessate dal disservizio non dovranno pagare sanzioni sulla Tari».

Se Piccioni chiede chiarezza alla terna commissariale, il Comune aveva già fornito indicazioni ad inizio agosto dal proprio sito internet, raggiungibile con una connessione al pari dei social network, con via Perugini che solo recentemente si è adeguata ad alcuni aspetti della normativa delle pubbliche amministrazioni digitali.

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