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Il Nuovo Cdu lametino contrario alla disposizioni sui trasporti della Prefettura per l’avvio dell’anno scolastico

Si contesta il rientro a casa dopo le 18 per gli studenti pendolari

Secondo le direttive emanate mercoledì dalla Prefettura di Catanzaro da lunedì l’ingresso degli studenti dovrà avvenire alle 8 e alle 10, mentre l’orario di uscita sarà articolato dai singoli istituti, sempre a distanza di 2 ore, sulla base delle attività curriculari. Gli istituti scolastici saranno serviti da un incremento delle corse di TPL, che saranno effettuate utilizzando gli stessi mezzi ed autisti, per un raddoppio di 95 linee sulle tratte extraurbane e 24 su quelle urbane.

Avvio scuole superiori, nel piano della Prefettura turni per entrare e uscire, più mezzi di trasporto

Secondo il coordinatore cittadino ed il presidente cittadino del Nuovo Cdu «questa decisione è dovuta non a difficoltà interne alle varie scuole che, nel frattempo, con sacrifici, abnegazione e salti mortali, si sono attrezzate ed adeguate alle normative nazionali, bensì al fatto che il piano dei trasporti nella provincia di Catanzaro non è stato adeguato e non si riesce ad assicurare il trasporto contemporaneo a tutti gli alunni pendolari», palesando dubbi sul fatto che «gli alunni di alcuni paesi limitrofi ai vari istituti sono costretti a partire alle 7 (se non prima) da casa e a rientrare dopo le 18», aspetto che però vigeva anche prima della pandemia visto il regime di trasporto pubblico gestito dai privati.

«Questo pregiudica il diritto allo studio in presenza e l’approfondimento degli studi a casa, inoltre, la libertà di poter svolgere attività familiari ed extrascolastiche nei luoghi di residenza con conseguenti difficoltà familiari, sociali e di aggregazione. Insomma ai ragazzi non si lede solo il diritto allo studio, ma anche il semplice diritto di svolgere attività pomeridiane» sostengono Giancarlo e Giuseppe Muraca, «inoltre il Prefetto, con questa decisione, non ha minimamente preso in considerazione le difficoltà dei ragazzi disabili che spesso non riescono ad essere presenti a scuola durante il secondo turno, e questo pregiudica l’inclusione dei ragazzi, che è fondamentale per tutto l’ambiente scolastico», anche se il trasporto speciale è regolato diversamente.

Inoltre il documento operativo sarà oggetto di monitoraggio e sperimentazione per le prime due settimane di attività didattica, con uno step di verifica intermedia dopo 7 giorni e, se del caso, ricalibrato sulle evenienze che dovessero verificarsi dopo la fase di start-up, necessaria a consentire, agli istituti scolastici, di meglio calibrare le attività didattiche e di verificare, in concreto, la percentuale di alunni che utilizzano le linee di trasporto pubblico.