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“Necessità di trovare delle immediate risposte flessibili che rispettino le esigenze di scuole, famiglie e alunni”

Anche Fernando Nucifero, referente istruzione del movimento civico lametino Patto Sociale, palesa perplessità su alcuni aspetti legati all’apertura dell’attività scolastica 2021/2022.

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Anche Fernando Nucifero, referente istruzione del movimento civico lametino Patto Sociale, palesa perplessità su alcuni aspetti legati all’apertura dell’attività scolastica 2021/2022.

«Rimane in sospeso la questione sperimentale dei doppi turni di entrata e uscita scaglionata prevista per gli allievi delle superiori. Rotazione che è stata applicata nel territorio nazionale dai Dirigenti degli istituti scolastici interessati in ottemperanza ad un piano operativo messo in atto dalle locali sedi prefettizie allo scopo di diluire l’afflusso di studenti sui mezzi di trasporto e nelle scuole», ricorda Nucifero, «tale pianificazione, allo stato attuale, è molto discutibile in quanto tante sono le aree coinvolte non supportate dalla definizione di un idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano. Situazione questa che sta provocando indiscutibili disagi organizzativi agli allievi che quotidianamente utilizzano i mezzi di trasporto e alle loro famigliem che il più delle volte sono costrette a supplire con l’impiego di propri mezzi a tali mancanze».

A ciò si aggiunge secondo Nucifero che «per i ragazzi pendolari le settimane con orari frazionati comportano un rientro a casa a tarda ora, con l’impossibilità di gestire lo studio individuale dopo aver affrontato un’intera giornata senza avere avuto nella maggior parte dei casi a disposizione una mensa, un’idonea pausa pranzo e mezzi di trasporto in orari logici. Lo slittamento degli ingressi e uscite, dunque – conclude Nucifero – è obiettabile ed è, dunque, palese la necessità di trovare delle immediate risposte flessibili che rispettino le esigenze di scuole, famiglie e alunni».

Problemi che però c’erano già in passato quando gli alunni tornavano nel pomeriggio a scuola per attività pomeridiane.

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