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Dopo la rissa della Cattedrale il Progetto Gedeone lamenta la mancata assegnazione di spazi comunali per educare

Ci sarebbe poi anche il complesso interparrocchiale di San Benedetto con spazi da assegnare senza passare dal Comune ma direttamente dalla diocesi.

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In merito al recente episodio delle due ragazze litiganti davanti la Cattedrale anche il Progetto Gedeone condivide la riflessione dalla Comunità MASCI Lamezia Terme 2 “Don Pasquale Luzzo.

«Il sagrato della cattedrale della nostra città è caro a tutti gli scout grazie a Don Saverio Gatti. Sono sicuro che se fossero stati ancora in vita tutte e due i sacerdoti/educatori, sia Don Saverio che Don Pasquale, avrebbero già parlato con le ragazze», si sostiene in una nota stampa, «per loro nessuno era anonimo, le avrebbero cercate per parlare e lenire il loro disagio, orientare le loro famiglie. Avrebbero fatto una “tirata d’orecchi” a molti, non solo a chi è rimasto a guardare e a chi ha ripreso e condiviso, ma a tutti quelli che sono diventati indifferenti a questa emergenza educativa».

Due sacerdoti che però hanno vissuto un periodo storico senza le attuali tecnologie e social, ma la riflessione va oltre, sostenendo che «a questa nostra città manca l’ abc per una “comunità educante”. Ci siamo stancati di elencare i luoghi pubblici culturali, di aggregazione, di condivisione, che rimangono ancora chiusi, inaccessibili, spazi che ci sentiamo nostri ma ai quali non possiamo accedere, nei quali non ci si può incontrare, educare, crescere assieme, migliorare».

Si lamenta che «l’unica assegnazione di un immobile in “comodato d’uso gratuito” negli ultimi anni è stato concesso alla Camera di Commercio di Catanzaro, e anche con una certa sollecitudine (in pochi mesi). Abbiamo chiesto spesso agli uffici e fin anche ai Commissari di usare la stessa solerzia anche per altre richieste provenienti dalle associazioni del terzo settore».

Si ritiene che «di certo si privilegiano alcuni aspetti e si trascurano altri. Di certo però non può gravare tutto sulla scuola, la quale da sola non riesce a reggere tutte le deleghe che gli vorremmo affidare», sostenendo che «è necessario aprire nuovi luoghi per la costruzione di una comunità educante, perché gli unici luoghi aperti sono rimaste le “panchine rosse” che continuiamo a installare, perché la tentazione di mettere lucchetti o addirittura costruire “nuovi cancelli” non è accettabile, non è da una sana comunità educante».

Ci sarebbe poi anche il complesso interparrocchiale di San Benedetto con spazi da assegnare senza passare dal Comune ma direttamente dalla diocesi.

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