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“Lamezia deve avere la sua amministrazione e riprendere a correre”

Ruggero Pegna concorde sulla necessità di una proclamazione celere dell'amministrazione

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Mentre questa mattina sono riprese le operazioni di conteggio nell’ufficio elettorale centrale in Tribunale, contro ipotesi diverse dal ritorno all’amministrazione comunale per come eletta nel 2019 si schiera anche Ruggero Pegna, che nel ballottaggio non aveva avuto più voti di Paolo Mascaro, poi tornato così sindaco.

“Quando, superato il rodaggio di molti, cominciavano ad arrivare i risultati del lavoro collettivo profuso con uno spirito di concreta collaborazione per il bene della Città, nuovo stop in attesa del ritorno alle urne in sole 4 sezioni su 78, per accertate irregolarità. Un voto che, come si è visto, non ha cambiato niente e, in realtà, numeri alla mano, poco o niente avrebbe potuto modificare” commenta il promoter lametino.

“Perché ora non viene proclamato il sindaco e si riparte come sarebbe naturale? La domanda di tutti è più che legittima e, nonostante gli esercizi di diritto in salto carpiato di taluni, la risposta non solo non c’è, ma le varie ipotesi sono pura acrobazia di una burocrazia di cui, oramai, la gente è davvero stanca” sostiene Pegna, “una cosa è la legalità, altra cosa finire stritolati in un groviglio di leggine, interpretazioni, deduzioni, controdeduzioni, arzigogoli accademici e sfumature varie. La realtà, a meno che non ci siano fatti oscuri, è molto semplice: Lamezia ha scelto, voluto, votato un sindaco a netta maggioranza, senza lasciare spazio ad alcuna scusa, come sarebbe stata, ad esempio, quella di appellarsi all’allerta rossa e al diluvio nel giorno del ballottaggio o, appunto, a presunti brogli. Sarebbe stato solo ridicolo  ed io non l’ho fatto, accettando subito l’esito indiscutibile della volontà popolare. Chi è arrivato ultimo, forse tornerebbe ultimo anche domani, chi è arrivato primo lo ha fatto per distacco. Punto. Ecco, i numeri, in democrazia, sono l’unica vera discriminante. Sembrerà banale ma è così”.

Pegna ribadisce che” da sconfitto al ballottaggio, spero proprio che si voglia ridare al più presto a Lamezia Terme, città di oltre 70mila abitanti, cuore della Calabria, con un territorio immenso di 162mila kmq (quattro volte Cosenza e un terzo in più rispetto a Catanzaro), il sindaco che ha scelto e l’amministrazione che ha votato. E’ davvero intollerabile che, per una bega di farraginosa e inconcludente “cavilleria” giuridico-burocratica, si privi questa Città della possibilità di essere amministrata da eletti e non da Commissari”.

Si palesa il problema della mancata rappresentaza: “Camminare con gestioni commissariali ha aumentato la situazione di abbandono e degrado ma, soprattutto, la sfiducia dei cittadini nella politica e la convinzione che questa Città sia vittima, se non di una maledizione, di poteri che ne vogliano impedire la crescita. Si ridia a Lamezia, primo biglietto da visita della Calabria per cittadini di tutto il mondo, la sua amministrazione comunale senza indugi, evitando di fomentare malcontento e disagi.  Il gap accumulato in questi anni è abnorme, nonostante la vivacità dei lametini sia tale da renderla comunque una della realtà più dinamiche del Sud. Lamezia deve avere la sua amministrazione e riprendere a correre”.

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