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L’Usb ed i lavoratori migranti lametini solidali con le proteste in Mali

Popolazione in strada contro le gravi sanzioni applicate al paese dalla Comunità economica degli stati dell’Africa Occidentale e dall’Unione Economica e Monetaria dell’Africa occidentale

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In occasione della giornata di mobilitazione internazionale in solidarietà del popolo maliano, i lavoratori agricoli migranti della Piana di Lamezia Terme aderenti a Slang Usb e tutta la Federazione del Sociale USB di Lamezia Terme esprimono la propria solidarietà con la popolazione del Mali, scesa in strada contro le gravi sanzioni applicate al paese dalla Comunità economica degli stati dell’Africa Occidentale (Cedeao) e dall’Unione Economica e Monetaria dell’Africa occidentale (Uemoa), come risposta alla decisione della giunta militare di cancellare le elezioni presidenziali e le legislative previste per il 27 febbraio.

«Le sanzioni prevedono la chiusura delle frontiere tra il Mali e gli altri paesi membri della Cedeao, la sospensione delle transazioni commerciali, l’interruzione degli aiuti finanziari delle istituzioni della Cedeao e il congelamento dei beni maliani nella Banca centrale degli Stati dell’Africa Occidentale, il richiamo degli ambasciatori in Mali dei paesi membri», spiega l’Usb, «queste sanzioni rappresentano di fatto un embargo che andrà a penalizzare duramente la popolazione del Mali: la mancanza di liquidità comporterà l’impossibilità dei pagamenti degli stipendi, l’embargo impedirà l’ingresso di prodotti con un conseguente aumento dei prezzi dei beni necessari e del carburante, in un paese che importa il 70% del proprio fabbisogno alimentare e che nell’ultimo anno è stato gravemente colpito dalla siccità con pesanti ripercussioni sul raccolto agricolo, oltre alla grave crisi economica causata dalla pandemia in corso».

Secondo l’Usb «in questo contesto si muovono gli interessi europei sul Mali e su tutta l’area subsahariana, con l’Italia pronta a sostenere le mire neocoloniali francesi rafforzando la propria presenza militare nel paese. Sosteniamo le classi popolari del Mali nella loro richiesta di sospensione immediata delle sanzioni, avvio di un processo di transazione democratica e ritiro di tutte le truppe straniere dal paese».

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