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Il circolo lametino di Legambiente chiede di salvare qualche albero in Piazza Garibaldi e vietare la capitozzatura

Si chiede di operare un'immediata piantumazione per sostituire gli alberi estirpati con piante che siano compatibili con la zona

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In attesa di un nuovo bando per l’affidamento della manutenzione biennale del verde pubblico (il precedente è scaduto a dicembre, l’attuale deve essere ancora consegnato alla centrale unica di committenza della città metropolitana di Reggio Calabria), il circolo lametino di Legambiente invia ad alcuni organi di stampa le proprie considerazioni su cosa si dovrebbe evitare.

«Le modalità di potatura che da qualche tempo vengono oramai praticate nel comune di Lamezia sulle alberature cittadine sono basate sulla cosiddetta “capitozzatura”, la quale consiste nell’asportare completamente la chioma dell’albero, lasciando soltanto alcuni monconi, o nei casi peggiori, il solo tronco», contesta l’associazione ambientalista, «in questi casi, la pianta, alla ripresa vegetativa, dovrà riformare nuovamente la chioma, tramite l’emissione di molti rami estremamente fragili. Questo comporta un enorme sforzo energetico per la pianta, che perciò potrebbe anche non sopravvivere, come già più volte si è verificato a Lamezia (si pensi agli alberi di ligustri in via della libertà, a Sambiase)».

Se tale pratica è comune in Italia, con critiche sparse, Legambiente ammette che «la tecnica è soprattutto orientata, come detto, al beneficio economico del breve termine (minore costo di manutenzione) e meno al beneficio della pianta e della sua funzione a lungo termine. La pratica in estrema ratio porterebbe anzi ad uno svantaggio nel medio periodo poichè richiederebbe interventi ed investimenti successivi atti a compensare gli effetti negativi sull’ambiente territorio e popolazione».

Altra questione è l’abbattimento dei 21 pini di Piazza Garibaldi perchè costitituiscono un pericolo per la sicurezza pubblica, con Legambiente che parla di «una mala gestione perpetrata da tutte le amministrazioni che si sono succedute», anche se tale evenienza era già stata prevista da dicembre 2020.

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«La chioma di questi imponenti alberi, infatti, dovrebbe essere alleggerita per evitare schianti, come viene fatto puntualmente in tutta Italia, si pensi ai migliaia di pini che si trovano lungo i viali di Roma, sotto cui passano ogni anno milioni di automobili», sostiene Legambiente, anche se l’esempio della Capitale è il meno adatto a leggere le segnalazioni di episodi di cronaca.

Non citando il parere dei carabinieri forestali, il circolo di legambiente Lamezia «nel solco delle iniziative effettuate a difesa degli alberi, chiede all’amministrazione comunale di verificare se esiste la possibilità di salvare dall’abbattimento alcuni degli alberi in questione, e, nella malaugurata ipotesi che il taglio fosse indispensabile per la tutela delle persone, intervenire subito ed operare una immediata piantumazione per sostituire gli alberi estirpati con piante che siano compatibili con la zona da rinverdire».

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