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La politica lametina concorde nell’elogiare la nomina di Anton Giulio Grande a commissario della Calabria Film Commission

Incarico solo per un anno, o anche meno essendo come traghettatore in attesa che le selezioni avviate a settembre vengano concluse

Anche se solo per un anno, o anche meno essendo come traghettatore in attesa che le selezioni avviate a settembre vengano concluse per individuare un “titolare” per 5 anni, la nomina di Anton Giulio Grande a commissario della Calabria Film Commission trova il plauso della politica lametina.

Secondo il parlamentare della Lega Domenico Furgiuele «è una notizia che fa bene alla Calabria. Da tempo l’amico Antongiulio mostra interesse e sensibilità verso i temi della ripresa culturale e della promozione dell’immagine della Calabria. Da tempo la sua opera non è più solo quella dello stilista di prestigio, conosciuto in tutto il mondo, ma di ambasciatore di fatto della nostra terra, che non manca di illustrare premio dopo premio. La scelta di questo grande lametino per la guida di un ente strategico per il rilancio della cultura calabrese è dunque in linea con il talento di Antongiulio Grande, che finalmente potrà servire le istituzioni. A Grande gli auguri più sentiti di buon lavoro, al Presidente Occhiuto i miei complimenti vivissimi per aver scelto un calabrese di successo per dare identità e anima a Film Commission, ascoltando il territorio, recependone una eccellenza».

Per Mimmo Gianturco, consigliere comunale della città di Lamezia Terme, «è una straordinaria notizia per tutta la Calabria e che riempie di orgoglio l’intera città di Lamezia Terme. La sua figura è da sempre legata al mondo della cultura e il suo eccezionale impegno professionale, che lo ha reso uno degli stilisti più importanti e di fama internazionale, promuove una immagine meravigliosa della nostra terra. Porgo ad Antongiulio Grande i miei più sentiti auguri di buon lavoro con la certezza che, attraverso il suo impegno, l’intera regione acquisirà ancora più prestigio».

Il sindaco della città della piana, Paolo Mascaro, reputa che «la notizia inorgoglisce l’intera comunità lametina che sarà magistralmente rappresentata dal suo noto stilista che in questi anni ha sempre stupito grazie ad estro, professionalità e complessità di opera che lo hanno portato a conquistare scenari nazionali ed internazionali e che ora inizia una nuova avventura che di certo saprà affrontare con la determinazione e con la capacità di sognare che lo contraddistingue. Ad Anton Giulio auguriamo buon lavoro certi che riuscirà a rendere ancora più straordinaria quella Calabria che con lui è riuscita ad imporsi in diversi settori e che oggi potrà diventare magnete di richiamo per storia, cultura, leggenda anche grazie alla celere realizzazione degli Studios televisivi che potranno essere luogo di crescita dei talenti e di sviluppo dei territori».

Più articolata la posizione del consigliere comunale Udc, Ruggero Pegna, il quale parla di «una scelta sorprendente, ma tutta in positivo per varie ragioni. Anton Giulio è una persona che possiede numerose qualità, oltre al talento riconosciuto a livello internazionale come creativo della Moda e stilista affermato. Tra le principali doti, ha caparbietà, intuito, fantasia, determinazione, serietà, gusto, capacità di riconoscere eleganza e qualità umane oltre che artistiche. Un insieme di caratteristiche che, certamente, condizionano ed indirizzano verso l’alto ogni scelta, garantendo l’elevato spessore, il livello, gli effetti utili e positivi di ciò che si realizza. Nel caso specifico, tutto ciò offre ampie assicurazioni sulla possibilità di raggiungere l’obiettivo reale che, per la Film Commission, è quello di promuovere nel modo migliore la Calabria, la sua immagine, il suo patrimonio paesaggistico, storico, culturale. In fondo, cos’è la Film Commission, se non uno strumento innanzitutto finanziario per la crescita, lo sviluppo e la promozione del territorio attraverso il Cinema?»

Pegna reputa che «chi vede questo organismo esclusivamente come un sostegno al cinema commette un errore. Sostegno sì, ma per girare in un determinato territorio, per mettere in risalto la bellezza, l’unicità, la particolarità dei luoghi, la loro gente, fare promozione turistica. Insomma, degli enormi spot visti da milioni di persone che, se di qualità, rimangono nella storia del cinema o della televisione, per sempre testimonial delle ambientazioni che hanno fatto da set. Possibilmente, anche per sostenere e promuovere talenti locali chi meglio di lui? Nominare un calabrese che ama e conosce bene la Calabria (e non l’ha mai abbandonata), con le qualità che possiede Anton Giulio Grande, è certamente una scelta coraggiosa ma prestigiosa, un segnale importante in controtendenza con l’esterofilismo cronico di una certa politica, nell’ambito di un corretto progetto di valorizzazione delle nostre eccellenze umane e del nostro territorio».

Si ci discosta così dalle perplessità arrivate su tale nomina: «chi l’ha detto che il presidente o commissario di una Film Commission debba essere un regista o strettamente un uomo di cinema? Ho voluto dare un’occhiata in casa degli altri ed ho trovato che la Film Commission Piemonte è guidata da Beatrice Borgia, laureata in biotecnologie industriali con dottorato di ricerca in ingegneria genetica. In Sicilia, terra di celebri registi, il dirigente è un normale funzionario regionale. L’Apulia Film Commission è presieduta dall’architetto Simonetta Dello Monaco, mentre in Campania dalla giornalista Titta Fiore. La prestigiosa Roma-Lazio Film Commission da Luciano Sovena, avvocato in diritto dello spettacolo. Quella Toscana ha come presidente Stefania Ippoliti, che lo è pure della Italian Film Commission, con diploma di maturità classica e lunga trafila in Confesercenti. L’elenco potrebbe proseguire, senza trovare da nessuna parte registi, attori o produttori cinematografici, il cui ruolo è, evidentemente ed ovviamente, ben diverso da quello di essere figura terza, cerniera tra mondo del Cinema, territorio, risorse da valorizzare. Sono certo che il gusto di Anton Giulio Grande, l’essere una persone perbene, amante della bellezza e della Calabria, potrà consentire alla nostra regione di essere set di opere di prestigio, affrancando questa regione dai soliti luoghi comuni che la vogliono solamente terra maledetta, tra ‘ndrangheta e misfatti di ogni genere. Volutamente, non entro nel merito della sua specializzazione, che è chiaramente l’Alta Moda, credendo che il prestigio della sua figura e la sua autentica “calabresità” sprovincializzata, assurta a brand internazionale di eleganza, siano un ulteriore valore aggiunto di questa scelta. Per tecnicismi e burocrazia, non sarà certo solo. Credo da sempre nella bellezza, nello spessore e nell’Arte vera e, da artista qual è, Anton Giulio saprà dare un contributo sincero, spassionato e mi auguro migliore rispetto a chi, invece, spesso ha usato e usa la Calabria per le solite commedie all’italiana».